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Diffamazione Sallusti carcere motivazioni sentenza Cassazione

Carcere per i giornalisti: ipotesi eccezionale ma giusta per Sallusti

02 Novembre 2012 di 

La Cassazione nelle motivazioni della sentenza che conferma la condanna per Alessandro Sallusti ammette che il carcere è un'ipotesi eccezionale nel caso di diffamazione a mezzo stampa ma spiega perché in questo caso è legittima.

Carcere per i giornalisti: ipotesi eccezionale ma giusta per Sallusti
Roberto Ormanni
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Roberto Ormanni
Roberto Ormanni
Informazioni sull'autore
giornalista, cronista giudiziario, avvocato, direttore responsabile dei settimanali Goleminformazione.it e Il Parlamentare.it, dal 1985 a oggi ha lavorato per diverse testate, è stato direttore del settimanale giuridico Diritto e Giustizia (Giuffrè editore), è autore di un musical teatrale ("Due Carissimi Nemici"), ha collaborato alle trasmissioni "Quelli della Notte" e "Indietro Tutta" di Renzo Arbore, ai rotocalchi televisivi "Visto da Sud" e "Giorno per Giorno", alle sceneggiature della serie a cartoni animati "Ulisse - Il mio nome è Nessuno" prodotta dai RaiDue. Ha pubblicato i saggi "Napoli nel Cinema" (Newton Compton), "Cartoon non vuol dire cartone" (Tempolungo), "Storia del cinema di cartone (animato)" (Infinito Edizioni) e ha curato, insieme con Francesco De Filippo, il volume di Luigi Morsello "La mia vita dentro - Le memorie di un direttore di carceri" (Infinito Edizioni)
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Disinformazione a mezzo stampa
Le false premesse da cui tutti partono nel commentare il “caso Sallusti” hanno fatto dimenticare l’origine della questione: un articolo che, attraverso informazioni inventate, doveva consapevolmente servire alla propaganda antimagistrati e antiaborto.
Libertà di stampa e libertà di diffamazione
Diffamazione e libertà di stampa: il caso Sallusti
Un caso pratico che dimostra come ci sia differenza tra l’incolpevole offesa alla reputazione altrui, la scrupolosa determinazione nel raccontare un fatto vero anche se offensivo per qualcuno e il disprezzo per l’etica dell’informazione.
Stampa (on line) e diffamazione: incongruenze e responsabilità risarcitorie
Non sarebbe inopportuno un intervento legislativo per impedire che il “peso” e il rischio dell’attività giornalistica ricada, quasi per intero, sui soggetti più deboli, con conseguente pericolo di selezione in negativo del ceto professionale.
Internet senza giornalisti e giurisprudenza ingessata
Se la stampa on line giuridicamente non esiste la colpa è anche di chi dovrebbe (e potrebbe) interpretare leggi di ottanta anni fa adeguandole al contesto.
Internet: vietato l'ingresso ai giornalisti
L'incompetente legislatore, i giudici pigri, l'inutile Federazione della Stampa, gli ignoranti del web. Ecco quello che viene fuori dalla sentenza della Cassazione che ha annullato la condanna per il titolare di un blog accusato di non aver registrato la testata giornalistica.
La Cassazione salva i blog?
La Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza a carico di uno storico, saggista nonché blogger condannato in primo e secondo grado a 150 euro di multa per il reato di stampa clandestina per non aver registrato il suo blog come testata giornalistica. Un uso strumentale della legge 62 del 2001, secondo molti, al quale la decisione del Palazzaccio avrebbe messo la parola fine...
Una patente per Internet?
L’articolo 21 della Costituzione prevede e disciplina il diritto di critica; ma il diritto di cronaca dov’è? Un’abilitazione all’espressione del proprio pensiero è impensabile in un ordinamento democratico-liberale. Ma proprio perché non può esservi censura, deve esservi responsabilità. Sono maturi i tempi per ripensare (e ri-normare) la materia.
La norma ammazza-blog e la confusione della rete
L’obbligo di rettifica per i siti amatoriali (per i giornali esiste dal 1948) "uccide" solo chi scrive sciocchezze o falsità. Perché nessuna legge può obbligare a rettificare la verità. E il polverone sollevato da Wikipedia e dalle carovane di ignoranti impedisce di ragionare sui punti importanti.
Diffamazione telematica: la testata giornalistica non conta
In Internet non c’è differenza tra blog e informazione. Non vale la legge sulla stampa e per chi è accusato di offesa alla reputazione il processo civile prende una strada diversa da quello penale. Le contraddizioni della giurisprudenza per colpa di una legge mai aggiornata
I blog sono stampa clandestina? Non è vero
L’oscuramento del sito “Accade in Sicilia” curato dallo storico Carlo Ruta dimostra che ciò che conta nell’informazione è la sostanza e non la forma. E se un blog di fatto è una testata giornalistica deve essere registrato. Un meritato riconoscimento professionale per Carlo Ruta
Reati informatici e diffamazione a mezzo Internet
Quando e come si configura un reato di diffamazione a mezzo internet
Un lettore racconta che su un forum è stata inserita la storia che vedeva contrapposti due conoscenti a causa di un torto che l’uno aveva fatto all’altro. La vicenda veniva riportata sotto il titolo “ti sputtano” e nonostante, successivamente, i due erano giunti ad un accordo e il torto “sanato”.

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