La legge 231/2007 recependo la direttiva comunitaria antiriciclaggio, introdusse in Italia anche per i casinò un obbligo d’identificazione per chi cambia fiches per un controvalore pari o superiore ai 1.500 euro, ma senza effettuare l’adeguata verifica (modulo da sottoscrivere sotto responsabilità penale del cliente, che indica scopo e natura dell’operazione), né la registrazione nell’archivio antiriciclaggio.

La raccomandazione 22 obbliga, ora, alla due diligence, con modulistica e registrazione, le case da gioco per transazioni pari o superiori ai 3mila euro. Il costo del riciclaggio e delle altre attività criminose connesse, incide circa tra il 2 e il 5% del Pil mondiale. Ma vediamo in Svizzera e in altri paesi come funziona il meccanismo di Controllo Antiriciclaggio per i Casinò.

 

Luca Antonini, attuale direttore di Casinò Lugano SA, con un passato da giurista presso la Commissione Federale delle Case da Gioco a Berna  afferma:

“Come le banche, le assicurazioni ed altri intermediari finanziari, anche le case da gioco svizzere devono garantire di non venire sfruttate per riciclare in modo fraudolento denaro sporco occultandone la provenienza.”

A tal proposito i casinò sono tenuti a rispettare le misure e gli obblighi prescritti dalla Legge federale del 10 ottobre 1997 relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo nel settore finanziario (Legge sul riciclaggio di denaro, LRD) e dal relativo decreto di esecuzione, ovvero l’Ordinanza della Commissione Federale delle Case da Gioco del 12 giugno 2007 sugli obblighi di diligenza delle case da gioco relativi alla lotta contro il riciclaggio di denaro (Ordinanza della CFCG sulla lotta contro il riciclaggio di denaro, ORD-CFCG)

Tutte le case da gioco devono adempiere obblighi legali mirati alla prevenzione del riciclaggio di denaro. Ne consegue che, in occasione di determinate transazioni, i clienti delle case da gioco devono sottoporsi a un controllo dell’identità e, se sono date determinate condizioni, fornire indicazioni sulla provenienza del denaro. Inoltre in caso di transazioni ad alto rischio o altri elementi di sospetto, il casinò è tenuto a svolgere dei chiarimenti speciali sul cliente. I summenzionati controlli e verifiche sono legati al raggiungimento di determinate soglie di transazione (la prima a partire da CHF 3’000) o a caratteristiche particolari concernenti la relazione d’affari (come per esempio la provenienza del cliente da un paese a rischio o oggetto di sanzioni , il tipo di attività del cliente o dell’avente economicamente diritto o comportamenti sospetti del cliente).

Determinati obblighi di diligenza, quali l’identificazione e la richiesta di una dichiarazione dell’avente economicamente diritto possono, se il casinò lo desidera, già essere espletati al momento dell’entrata del cliente, senza aspettare che lo stesso svolga un’operazione di cassa tale da necessitare la presa di determinate misure da parte del casinò. Nulla impedisce comunque la casa da gioco, ad attendere che il cliente realizzi effettivamente le condizioni richieste dalle normative di legge per svolgere i propri obblighi di diligenza (così avviene al Casinò di Lugano). Per il resto, vale la pena di sottolineare che ogni casa da gioco è tenuta a dotarsi di un “responsabile anti-riciclaggio” ed un sostituto, responsabili per l’applicazione operativa delle direttive interne anti-riciclaggio presso la casa da gioco. Essi svolgono i chiarimenti volti ad approfondire i retroscena di determinate situazioni e gli accertamenti straordinari. Oltre a queste due figure professionali, va aggiunto il fatto che ogni Casinò svizzero è tenuto a formare il proprio personale operativo in materia di obblighi di diligenza nell’ambito della lotta a riciclaggio di denaro. Tutto il personale operativo in sala svolge un corso base specifico in seguito alla propria assunzione ed in seguito, una volta all’anno, un corso d’aggiornamento.  Questi corsi di formazione consentono al collaboratore di riconoscere tempestivamente gli eventuali comportamenti sospetti che potrebbero aver luogo presso il Casinò (cosiddette tipologie “Red Flag”) e segnalarli ai responsabili interni in modo tale da poter mettere in atto le misure legali che s’impongono”.

In Austria i viaggiatori che entrano nel Paese hanno l’obbligo di dichiarare alle autorità doganali il possesso di contanti o assegni a partire dai diecimila euro, ma non c’è nessun limite di utilizzo di contante nei Casinò, così come in Francia, dove si identificano tutti i clienti che accedono ai Casinò, con la registrazione delle operazioni di acquisto o cambio di gettoni di importo superiore ai duemila euro. In Slovenia, non esiste alcuna limitazione all’uso del contante sotto i 15mila euro, mentre per importi compresi tra 15mila ed i 30mila euro, operazioni che possono essere effettuate anche per contanti, vige l’obbligo per le casse di registrare l’operazione sulla scheda del cliente che deve quindi essere identificato. I dati sono tenuti a disposizione degli organi di controllo e, per importi in contanti superiori a 30mila euro, è obbligatorio comunicarli all’Autorità governativa dell’antiriciclaggio entro 72 ore.

Il presidente di Federgioco, Frigerio, intervenendo sugli effetti perversi di un’ulteriore restrizione dell’uso del contante in Italia, afferma:

“L’utilizzo del denaro contante per le Case da gioco non è solo un mezzo di pagamento, ma un elemento caratteristico del gioco: un gioco che avviene in un ambiente autorizzato, controllato e sicuro. Il limite all’utilizzo del denaro contante penalizza la dinamica produttiva delle imprese e determina effetti distorsivi del mercato e della concorrenza specie nel confronto con le legislazioni dei vari paesi confinanti”.

Giancarlo Del Bufalo, il Presidente del GAFI, ha dichiarato: “Le nuove raccomandazioni contengono i nuovi adempimenti che occorre far rispettare nel settore finanziario per offrire maggiori garanzie al mercato, rafforzano gli strumenti di contrasto e miglioreranno la cooperazione internazionale”.

Il FATF-GAFI potrà anche monitorare l’attuazione delle nuove norme e intraprendere azioni per promuoverne l’adozione.

L’attuale normativa, purtroppo, crea una situazione che aggrava e accelera le difficoltà economiche delle quattro case da gioco autorizzate del nostro paese, (Saint-Vincent, Sanremo, Campione e Venezia) che complessivamente danno  lavoro a circa tremila dipendenti in modo diretto ed ad un numero molto maggiore se si tiene conto anche del lavoro interinale e dell’indotto.  La nuova normativa penalizza soprattutto le Case da gioco italiane rispetto alla concorrenza europea, a tutto vantaggio dei loro enti di riferimento.

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