Il ministro della Difesa si dimette! Tranquilli, non parliamo di La Russa ma del tedesco Guttemberg. Barone rampante di 39 anni, zu Guttemberg, sposato Von Bismarck, è stato pizzicato a copiare la tesi di laurea. Gesto sicuramente scorretto, forse illegale, che gli vale il pubblico ludibrio e l’attacco della stampa. Tanto basta, in una moderna e civile democrazia occidentale, perché un politico dia le dimissioni dalle cariche che ricopre. Guttemberg non ha attaccato i giornali, né dato dei comunisti ai giudici, né chiesto di cambiare leggi e costituzione, né se l’è presa con il presidente. Ha chiesto scusa, fatto fagotto e tolto il disturbo. Gheddafi, invece, resiste. Dice di non avere alcun potere, ma che il potere è nelle mani del popolo. Accusa Bin Laden di fomentare la rivolta contro di lui e attacca il nostro Paese: “abbiamo costretto l’Italia a inchinarsi, deve scusarsi per il regime coloniale, ci pentiamo del rapporto che abbiamo avuto con loro, l’Italia dovrà pagare!”. Intanto fa bombardare il suo popolo, impiega mezzi pesanti e mercenari per soffocare nel sangue la rivolta. Insomma, l’amico Gheddafi a dimettersi non ci pensa per niente. Bondi, invece, alle dimissioni ci pensa. Non le dà, ma ci pensa, attraverso una lettera a “Il Giornale” della famiglia Berlusconi: “la decisione di dimettermi – scrive – è innanzitutto una piena e consapevole scelta di vita maturata in secondo luogo dalle difficoltà incontrate”. Insomma, Tremonti non gli dà i soldi, il “mille proroghe” penalizza la cultura e lui ci fa una figura di merda. E poi, prosegue Bondi “voglio avere più tempo da dedicare alla mia famiglia”. Ma non glielo aveva già dedicato, da ministro, questo tempo? Non è Bondi che ha assunto nel proprio ministero il figlio e l’ex marito della propria compagna? Forse è per questo che in Italia nessuno si dimette. Perché tengono tutti famiglia e proprio attraverso le cariche e gli incarichi che ricoprono ci pensano a questa famiglia. E ci pensano anche organizzando dei fantastici “family day” e tuonando, all’unisono con la chiesa cattolica, contro l’aborto e le coppie gay. Salvo poi tagliare mostruosamente la spesa sociale, i fondi per la scuola e prelevare dai soldi destinati ai malati oncologici il denaro per le quote latte, che tanti voti portano alla Lega. Sicuramente, a parole, sono tutti per la famiglia, salvo poi, nei fatti, impedirne la formazione e la sopravvivenza. Sarà per questo che molte famiglie pensano di essere governate da dei figli di mignotta?

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