C’è un detto in Piemonte che dice “Se a Castagnole Monferrato qualcuno vi offre il Ruchè è perché ha piacere di voi”. E basta assaggiare un bicchiere di questo vino rosso profumato e poco conosciuto, che un tempo era bevuto solo durante le feste e le occasioni speciali, per avere conferma che i detti popolari hanno sempre un fondo di verità. Il Ruchè è un vitigno antico, poco coltivato (la produzione annua totale non supera le 500.000 bottiglie); si trova unicamente a Castagnole Monferrato e in qualche Comune limitrofo, tutti in provincia di Asti. Ha foglia medio-piccola, cuneiforme, tri o pentalobata; il grappolo è piuttosto grande, cilindrico, con ali ben sviluppate e acino medio-piccolo, di colore blu-nero. Vendemmiato nella seconda metà di settembre, dà origine a un vino di medio corpo, di profumo intenso, aromatico e fruttato; il gusto è armonico, vellutato, piacevolmente sapido e asciutto, e il colore è un bel rosso rubino leggero, con riflessi violacei. I vignaioli tendono a produrlo utilizzando solo acciaio o cemento ed evitando l’affinamento in legno, perché è un vino già aromatico e speziato di suo, con una buona gradazione alcolica, che lo rende equilibrato e moderno. Le sue origini sono misteriose. Probabilmente deriva da un vitigno della Borgogna importato dai monaci del convento di San Rocco, oggi scomparso, il ché potrebbe spiegare anche il nome, che ha una forte assonanza con quello del santo; per altri, il nome sarebbe da riferire alla predilezione del vitigno per i terreni delle rocche più alte.

Certo è, invece, che l’artefice della riscoperta del Ruchè sia stato il parroco di Castagnole, don Giacomo Cauda, che se ne prese cura nel suo orticello e cominciò a imbottigliare il “Ruchè del parroco” alla fine degli anni Settanta. Il vino, infine, ha ottenuto la DOC nel 1987 e, con la vendemmia del 2010, la DOCG: per fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita deve essere Ruché per almeno il 90%, mentre per il restante 10% sono ammesse uve Barbera e Brachetto. Il Ruchè si beve insieme a salumi e formaggi, anche come aperitivo, primi piatti con sughi di carne, arrosti e carni bianche. E’ da provare anche con un piatto tipico piemontese, la bagna caoda, e con la torta di nocciole di Castagnole Monferrato. Chi ama la cucina etnica lo sperimenti in abbinamento con il maiale in agrodolce. Ben fresco si può bere anche con il pesce.

I produttori consigliati

Azienda Francesco Borgognone Vigna del Parroco Ruchè di Castagnole Monferrato: Ruchè 100% venduto in loco a circa 8 euro. Previo appuntamento sono organizzate degustazioni ed è possibile acquistare i vini in azienda. Piazza Statuto 2 Castagnole Monferrato, tel. 0141.292249, www.vignadelparroco.com

Dezzani Montiò Ruchè di Castagnole Monferrato: Ruchè 100% venduto in loco a 8,10 euro. Previo appuntamento sono organizzate degustazioni ed è possibile acquistare i vini in azienda. Corso Pinin Giachino 140, Cocconato (AT), tel. 0141.907044, www.dezzani.it

Azienda vinicola Crivelli Ruchè di Castagnole Monferrato: Ruchè 100% venduto in loco a 9,50 euro. Previo appuntamento sono organizzate degustazioni ed è possibile acquistare i vini in azienda. Bricco La Morra, Castagnole Monferrato, tel. 0141.292357, www.ruchecrivelli.it

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