Fregiata dell’appellativo “rosa senza spine”, la Peonia, da millenni, è venerata in Oriente, la sua terra d’origine. Simboleggia amore, prosperità, fedeltà e pace nel rapporto di coppia. Il nome deriverebbe da Paeon in onore dell’omonimo medico greco che curò la ferita di Plutone (Omero, Iliade). Le piante si distinguono per la loro longevità: molte peonie, infatti, possono vivere per moltissimi anni.

Alcuni testi descrivono la peonia come un fiore capriccioso e nel contempo tenace: “capriccioso” perché alcune varietà necessitano di particolari attenzioni (ad esempio, certe specie di peonie, soprattutto in inverno,  devono essere accuratamente riparate dal freddi, in modo da evitarne il danneggiamento  a seguito del possibile gelo notturno), e “tenace” perché la pianta è talvolta in grado di sopravvivere in terreni ostili, ai piedi dei ghiacciai o ad altitudini proibitive. Unico fiore ad essere coltivato nell’ Olimpo, secondo il mito, la peonia impreziosisce i giardini più sontuosi, anche grazie all’infinita varietà dei suoi colori, che vanno dal romantico rosa pastello al rosso intenso e screziato dei nuovi ibridi giapponesi. In Oriente la peonia è associata all’immortalità in contrasto alla reale natura di questo splendido fiore che, invece, non vive che poche settimane e non presenta una rifioritura. Molti secoli prima di Cristo, nella Cina Imperiale, la peonia era amata maniacalmente dall’imperatore, che la faceva raffigurare ovunque, su piatti, tessuti e porcellane. In Occidente, invece, fu Teofrasto a lodarla per primo, non solo per la sua bellezza ma anche come rimedio contro l’epilessia. Le radici venivano fatte masticare agli epilettici quando sentivano arrivare una crisi, se riuscivano a farlo, la crisi non sopraggiungeva. Nel linguaggio dei fiori, la peonia simboleggia la timidezza e la vergogna: la tradizione narra che le ninfe utilizzavano petali di peonia come rifugio sicuro, per proteggersi dai pericoli. Secondo la leggenda greca la peonia personifica le lacrime versate da Diana, dea della caccia, quando capì di aver ucciso il suo amato con la freccia.

Nel Medioevo, la peonia veniva consigliata alle partorienti al fine di allontanare gli spiriti maligni e proteggere il nascituro. Da un punto di vista fitoterapico la peonia è utilizzata, sotto forma di tisana, per l’azione antispasmodica e calmante della tosse. L’azione antibatterica e analgesica la rende utile nelle malattie da raffreddamento come influenza e raffreddore. I semi, inodori, sono considerati purganti e lassativi. Con i fiori di Peonia, particolarmente ricchi in antociani, flavonoidi e tannini, si preparano delle formulazioni per uso topico indicate per il trattamento di fistole, ragadi anali associate ed emorroidi. Oltre ad essere un blando ansiolitico, la peonia è utile in caso di emicrania.

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