La manna è un derivato zuccherino dell’albero del frassino. Noto fin dall’antichità è da considerarsi l’unico lassativo naturale del tutto salutare. A differenza della più famosa senna, infatti, che deve il suo effetto purgante ad un’azione irritante, la manna opera richiamando acqua nell’intestino e favorendo così l’evacuazione in maniera dolce.

Nel XVIII secolo la frassinicoltura ebbe un notevole sviluppo in tutta la provincia di Palermo, attualmente sopravvive soltanto in un’area di circa 100 ettari nei territori dei comuni di Castelbuono e Pollina. Le specie di frassino più diffuse in Italia da cui si ricava la manna sono il Fraxinus angustifolia, noto col nome di Frassino meridionale e il Fraxinus Ornus noto come Orno o Orniello chiamato comunemente Frassino da Manna o Albero della Manna. Le tecniche di estrazione sono rimaste immutate nei secoli: la linfa fuoriesce dalla corteccia per la puntura degli insetti Cicada Orni o per incisioni praticate dall’uomo con l’utilizzo di un particolare coltello detto “mannaruolu“, la linfa che cola si rapprende rapidamente a contatto con l’aria e cade su una scodella posta alla base della pianta.

“Come una manna dal cielo”, questa l’espressione che indica un avvenimento gradito e inatteso. Il riferimento biblico all’origine della pianta di manna è evidente. Nel libro dell’Esodo la manna è il dono che Dio fa agli ebrei, fuggiti dall’Egitto e costretti a vagare nel deserto per 40 anni alla ricerca della Terra Promessa. In effetti la manna non è solo un cibo biblico prodigioso, è anche un lattice zuccherino che trasuda dall’albero di Tamerice (chiamata infatti Tamerice Mannifera o Tarfà) e che, da secoli nutre le popolazioni desertiche. Dell’Asia Minore. Secondo gli esperti, la straordinaria pioggia di fiocchi alimentari di biblica memoria, non deriverebbe dal frassino, considerato che il deserto del Sinai non costituisce l’habitat ideale di questa varietà arborea, diffusa invece nel Mediterraneo. Dunque la mitica manna proveniva più verosimilmente dagli alberi di Tamerice, che crescono proprio nella regione del Sinai e dalla quale fu trasportata nel deserto grazie al vento.

Da un punto di vista fitoterapico la manna è utilizzata essenzialmente come blando lassativo, adatto anche nella primissima infanzia. E’ un buon sedativo e fluidificante della tosse grazie all’azione benefica sul sistema respiratorio. E’ un dolcificante naturale che può essere utilizzata anche dai diabetici perché, pur essendo dolcissima, non altera il livello glicemico nel sangue. Nei casi di avvelenamento, inoltre, produce un aumento della diuresi, favorendo l’eliminazione delle tossine attraverso i reni. Usata esternamente è un ottimo antirughe.

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