Abbiamo un nuovo record: Il Paese del mondo con più Governatori Regionali sottoposti a inchieste giudiziarie.
Nessuno finora dimissionario (solo uno promittente dimissionario, ma era pieno di “guai”, e non solo giudiziari – direbbe con voce roca un Marlon Brando – fino alla cima dei capelli).

L’INTERVISTA di FORMIGONI: “Non mi dimetto. Vincerò 12 a zero!”
Quindi c’è una guerra interna, nello Stato Italiano, tra l’O.R.M.I. (Organizzazione Rivoluzionaria Magistrati Italiani) e la Regione Lombardia (così come prima e di tanto in tanto il Governo Italiano, la Regione Sicilia ecc.). Berlusconi, lungimirante, l’aveva detto ad Obama e aveva chiesto l’invio di marines con bombe al napalm, ma purtroppo, quell’abbronzato declinò e gli rispose “ma va a dar via i’ ciapp’ bauscia! Cuocete nel brodo vostro e non rompete i marroni!”. Lui restò basito per il perfetto italiano.
La Regione Lombardia, peraltro, ha altri 2 o 3 record per conto suo, e questa è un’altra originalità italiana: la Regione con l’intero consiglio di Presidenza inquisito, con più pesci tra i consiglieri e più cocottes (qualcuno si è dimesso? Non so. Ho perso la bussola).

Ecco, vi immaginate la stessa situazione, che so, in Inghilterra?
Il governatore della Scozia rinviato a giudizio, non 12 volte, ma 3 volte, forse 2 o 1, comporterebbe:
A) Le immediate dimissioni dell’imputato, essendo inconcepibile che un uomo pubblico, soprattutto di delicate e importanti responsabilità, venga solo sospettato di reati.
Dandosi per scontato, tra l’altro, che, ferma restando l’insussistenza della “persecuzione” di un organo dello Stato verso un altro (a meno che non emergano situazioni incredibili, rarissime, epocali, da accertarsi con l’intervento di Servizi Segreti, e sanzionate con pene severissime e caduta in disgrazia di altissime personalità), ci sono in giro, decine, se non centinaia di persone che possono sostituire l’inquisito (con giovamento, inoltre, per il ricambio, anche generazionale, e per i necessari, periodici, controlli. Tangentopoli docet), e che, nell’interesse del popolo, va privilegiata questa scelta rispetto a quella di blandire l’egoismo, il protagonismo, i pruriti vagamente utilitaristici e personali di “quello che non si vuole dimettere”.
B) Immediata inchiesta sul funzionamento della Giustizia e messa in opera di una rapida ed efficace riforma della stessa, atteso che è strana e inaccettabile la situazione, sia che artatamente si siano mossi a vuoto contro un galantuomo rappresentante del popolo e dell’amministrazione pubblica, quasi volessero distruggerlo per motivi che nulla hanno a che vedere con i suoi compiti, sia che non siano stati capaci di incastrare un farabutto che per ben DUE o TRE volte (da noi DODICI) l’ha fatta franca.
ALLORA? Dove andiamo, dove vogliamo andare noi… e dove va, invece, la Storia?

Ad OMNIBUS – La7 TV (l’unica televisione italiana che, attualmente, può definirsi tale) – il NUOVO che AVANZA.
Sta ancora ‘mmiezo CIRINO POMICINO (mi credevo che era morto, giuro); e Gasparri? Nuovo look, sembrava quasi che stesse pensando, compunto… sfumatura di radi baffetti alla liceale, occhiali rosa su abito blu e cravatta azzurra (Monti cool), e quell’assatanata che urlava come una ossessa… il leghista chiattoncello è quello che ci ha fatto più bella figura, il che è quanto dire… di quello che dicevano non si capiva niente, ma questa è regola, ormai.
NUN CE POSSO CREDE!

IL BARLUME DI SPERANZA – LA BRECCIA NEL MONOLITE
W De Magistris e Pisapia
Vi immaginate tutti quei coniugi già divorziati, che convivono con altri partners omo o etero sessuali? Finalmente possono costituire la loro Unione Civile con i benefici previsti.
Ma soprattutto quelli che sono separati e potrebbero divorziare, ma in Italia (e solo in Italia) NO, perché i vari Bagnasco, Bertone ecc. con lo spauracchio del Pastore Tedesco ululante, che non è poco, hanno deciso di infliggere, tenendo per la collottola l’imbelle e asservito Stato Italiano, 3 anni di penitenza (beh in altri tempi ci sarebbe stata la Sacra Inquisizione… meglio così. Grazie bersaglieri di Raffaele Cadorna!) ai separati, prima del sofferto divorzio (bandito a favore della Sacra Rota – beh qui niente da dire. La concorrenza è pur sempre l’anima del commercio, e non ci si può lamentare ad orologeria – ma con varie sfumature permissive ipocrite e mistificatorie da Santa Romana Chiesa, come è nel suo stile). Hanno almeno il balsamo di sapere che quando, finalmente, saranno graziati e autorizzati a tirare fuori il capino dalla gogna, potranno costituire un’altra famiglia, riconosciuta dal Comune in cui abitano. Parliamo di metropoli come Milano e Napoli, non di borgate (e quando sarà finita la “pagliacciata comunale dell’Urbe” più volte derisa dai nostri cabarettisti, molto probabilmente anche di Roma), quindi città che saranno certamente di esempio e faranno tendenza, per altre città.
Contrari i soliti (invito il lettore a provare il gusto di rabbrividire, nella calura estiva, immaginando Moratti sindaco di Milano e Mastella di Napoli) bacchettoni, fascistoidi, retrogradi dell’ancora PdL (ma ‘sto nuovo nome?) e dintorni ad andare verso la codina destra italiana, più volte sconfitta dalla Storia e che continua a trascinarsi traballante, ancora in piedi, solo grazie, tanto per cambiare, al tentacolare e onnipresente Vaticano, tutor del Bel Paese, sempre nell’interesse del Nazareno, secondo l’interpretazione autentica dei vicari vari e loro maggiordomi (è ovvio).
Ma provvedimenti del genere dovrebbero essere statali. Devono essere i Comuni ad occuparsi di questo? Beh… in Italia sì.

Le anomalie del nostro Paese non le possiamo ignorare e dobbiamo adeguarci, interpretarle e superarle, non buttare, con l’acqua sporca, il bambino (come vorrebbe fare, ad esempio, un Grillo).
Inoltre, che vuoi fare come siamo messi ora?

Governo tecnico sorretto dalla “strana maggioranza” sottotitolo “il vizietto”. Due Partiti che, nel Paese, messi insieme, non raggiungono il 30%, rappresentano, di fatto, la MAGGIORANZA ASSOLUTA in Parlamento, e se ne avvalgono per il proprio tornaconto, alla faccia della Democrazia e del Popolo Italiano. Un Erotomane e un Cerebroleso in agguato; il primo paga vecchiette rassicuranti (non più di 20 € ciascuna in quest’Italia piena di ristoranti affollati, aeroporti, dancing ecc.) per sventolare bandiere azzurre al grido “Viva Berluscone!”. Il secondo, assillato da problemi ittici, fa il tacchino parlante, nelle fiere strapaesane, di un partito che ora si rilancia con lo slogan “Prima di tutto il Nord”: ma che significa in termini politici e di scienza della politica nazionale e internazionale? Io voglio fondare un partito il cui slogan sia “Prima di tutto la pinta di birra”, posso farlo? Un mio amico che, invece, ha due gemelli in tenera età, vuol fare “Prima di tutto la bottiglia del latte”, è possibile?
Grazie dell’attenzione e… buona afa a tutti.

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