Il progetto Resto al Sud, così come apparso sulla Gazzetta Ufficiale del 29 Dicembre 2017, è finalizzato a incentivare i giovani imprenditori a che desiderano rimanere nel Mezzogiorno d’Italia. Nello specifico, si tratta di una iniziativa che prevede l’erogazione di finanziamenti per l’imprenditoria giovanile che desidera investire nel Sud del nostro paese. Le domande per accedere al programma sono presentabili a partire dalle ore 12 del giorno 15 Gennaio 2018.

Si può arrivare a ottenere sino a un massimo di 50.000 euro a soggetto. Se, invece, i soggetti facenti capo a un progetto sono diversi e sono già una società, o stanno per diventarlo, allora la somma si alza a 200.000 euro.

Ma come si accede e quali sono i requisiti da rispettare? Per rispondere a questa domanda, è necessario fare un salto indietro e approfondire innanzitutto di cosa si tratta. Quando si parla di Resto al Sud si intende un progetto, gestito da Invitalia che ha a sua disposizione la somma di 1.250 milioni di euro, promosso dal Ministero per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno.

Rientrano in tale programma le regioni Campania, Puglia, Molise, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Sicilia e Sardegna e, nello specifico, i giovani che hanno aperto, o desiderano aprire, delle attività imprenditoriali. 

Chi può richiedere gli incentivi di Resto al Sud?

Possono richiedere il finanziamento di cui si parla tutti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che risiedono in una delle regioni sopra elencate e che non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che non siano titolari di altre imprese attive e che, negli ultimi 3 anni, non abbiano beneficiato di altre agevolazioni di questo tipo.

Come detto, sia singoli che gruppi di giovani possono richiedere il sovvenzionamento ma, in quest’ultimo caso, si deve specificare che questi o devono essere costituiti alla data del 27 giugno 2017 in ditte individuali, cooperative e società o si costituiranno in queste suddette forme associative. Se la residenza non risulta essere in una delle regioni indicate, ma si desidera comunque accedere al finanziamento, è possibile fare un trasferimento entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria. 

Se la residenza di partenza è all’estero, si hanno a propria disposizione 120 giorni.

È importante ricordare che, durante la durata del finanziamento in questione, chi ne beneficia non potrà avere altri rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Il progetto, come detto, mira a finanziare tutte quelle attività che producono beni e servizi. Vengono escluse sua le attività libero professionali che il commercio e questo è un punto da tenere sempre a mente. 

La documentazione potrà essere presentata esclusivamente per via telematica sul sito di Invitalia. L’esito della valutazione verrà comunicato entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. Prima dell’inoltro della stessa, è importante preparare tutta la documentazione necessaria, senza la quale si rischia l’esclusione dal progetto stesso. Per questo motivo, al fine di non mandare in fumo un’occasione così allettante, è possibile fare riferimento a degli esperti del settore, in grado di guidare passo dopo passo alla corretta compilazione della domanda.

 A tal proposito, si consiglia il sito target=”_blank” />contributipmi.it</a> che è sempre in prima linea per la presentazione di domande per ottenere degli incentivi e per la partecipazione a bandi di concorso e molto altro ancora. Lo studio in questione fa della qualità e della serietà il suo punto di forza, offrendo una valida consulenza proprio a chi si ritrova a dover avere a che fare con delle richieste per finanziamenti che, se sbagliate, potrebbero comportare l’esclusione da una serie di benefici. Si tratta di un’ottima opportunità, da cogliere al balzo con al proprio fianco dei validi professionisti in grado di garantire la corretta preparazione della pratica.</p>"”

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