Voto di fiducia, la tragedia di Lampedusa, il Parlamento è stato impegnato su tanti fronti. Di seguito le discussioni che non hanno trovato spazio nei fatti di cronaca

CAMERA
AULA

Sì definitivo al decreto contenente le disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo. Ma anche per questo provvedimento non sono mancate le polemiche. Secondo il Movimento 5 Stelle, il decreto è servito per finanziare il Forum Unesco del 2014 a Firenze (400 mila euro)e quindi per zittire il sindaco Renzi. il vero intervento strutturale – ha dichiarato in Aula Simone Valente – sono quei 5 milioni all’anno garantiti al MAXXI a partire dal 2014 presieduto dall’ex ministro Giovanna Melandri. E ancora, ha detto in aula Valente, il MEIS ha già ottenuto 25 milioni di euro dal 2003 a oggi, perché dovrebbe ricevere ancora fondi? “E’ mica una vanità a fini elettorali del ministro Franceschini”?.
L’Aula ha continuato anche l’esame del decreto recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province.

COMMISSIONI
La commissione Trasporti ha svolto l’audizione informale di Vito Riggio, nell’ambito dell’esame della proposta di nomina a Presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac).

SENATO
AULA

L’Assemblea ha proseguito l’esame del decreto sulle disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.
Che il provvedimento non sia cosa semplice lo si era capito, ma a riprova di questo conta la dichiarazione resa in aula dal ministro per la Pa D’Alia: “il Governo sta fornendo alla Commissione bilancio i chiarimenti necessari sulle coperture. Il decreto è complesso e interviene per superare criticità in settori strategici della pubblica amministrazione, restringendo la spesa. Sono infatti prorogate le misure restrittive sulle auto di servizio e rappresentanza e sulle consulenze e si obbligano le amministrazioni a trasmettere informazioni più dettagliate al riguardo”. Più difficile l’intervento sulle procedure di mobilità perché i contratti collettivi prevedono molte garanzie. D’Alia ha poi segnalato che la privatizzazione delle società partecipate non ha sempre comportato vantaggi: il Governo non conosce esattamente i costi anche perché il tema non è mai stato affrontato. Per quanto riguarda la stabilizzazione dei contratti a termine, il Ministro ha rilevato che l’Esecutivo non può disporre un’ulteriore proroga di personale che è però necessario per il funzionamento della pubblica amministrazione. Il decreto è evidentemente condizionato da precedenti provvedimenti che hanno bloccato il turn over nella pubblica amministrazione, prorogato le graduatorie e consentito il ricorso a professionalità esterne. Il Governo intende porre fine a pratiche poco trasparenti e propone di semplificare le procedure concorsuali per accelerare l’immissione di personale. Sul tema della CIVIT il Ministro ha spiegato che il trasferimento di funzioni proposto dal Governo era volto a rendere più efficiente la commissione per la valutazione, tenendo conto della trasformazione della stessa in Autorità nazionale per la lotta alla corruzione. Che dire, se va tutto bene siamo rovinati.
L’Assemblea ha approvato il documento XXII n. 10 che istituisce una Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali.
Avviato anche l’esame del Ddl che mira a razionalizzare le competenze in materia di demolizione di manufatti abusivi. Secondo il proponente (Falanga, Pdl) e il relatore (Caliendo Pdl) il provvedimento intervenendo sul testo unico delle disposizioni in materia edilizia per trasferire dall’autorità giudiziaria al prefetto il potere di stabilire l’ordine delle demolizioni valutando la gravità della pena inflitta, garantirà maggiore uniformità rispetto al fenomeno dell’abusivismo in Campania.

GIUNTE
La Giunta per le autorizzazioni ha iniziato l’esame di una domanda di autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni di conversazioni del senatore Denis Verdini, di Nicola Cosentino, deputati all’epoca dei fatti, nonché di Marcello dell’Utri, senatore all’epoca dei fatti, deliberando nel senso della restituzione all’autorità giudiziaria degli atti relativi alla posizione di Marcello Dell’Utri.

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