Ingorghi, multe ingiustificate, taglieggiamento? Sì, ma con garbo. Da oggi i vigili urbani di Roma si danno una ripulita grazie alle regole del bon ton stilate dal comandante generale della polizia municipale Carlo Buttarelli.

Durante l’orario di lavoro, per ingannare l’attesa tra un caffè e un cruciverba, lord Buttarelli pubblica su Facebook il decalogo del perfetto gentleman con la paletta e il fischietto. Vietato essere trasandati, barba e baffi in ordine (ma solo per gli uomini), guai alle divise scoordinate. Questi i punti salienti del galateo poliziesco, tra i quali spicca un illusorio “non avere atteggiamenti maleducati o provocatori nei confronti dei cittadini”.

In pratica si tratta di un’assunzione di colpe, anzi, di una fotografia all’autovelox dello stato attuale della “Polizia di Roma Capitale”, come recitano gli adesivi stampati da Alemanno. Da questo momento i pizzardoni dovranno arrestare in maniera aggraziata i pirati della strada, chiedere permesso prima di fare irruzione in un edificio abusivo e allegare un bigliettino di scuse alle multe. Lo stesso vale per i disonesti: riscuotere la mazzetta solo dopo il baciamano, salutare i parcheggiatori abusivi come i colleghi, falsificare pubblici documenti indossando correttamente il berretto e guidare contromano senza ostentare il proprio potere. Le strade non saranno più sicure, ma un’epidemia di buone maniere concorrerà a rinnovare l’immagine dei vigili con questo vademecum dall’innegabile importanza. L’educazione prima di tutto poi, se avanza tempo, anche la legge.

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