Anche per i professionisti con Casse private arriva una certezza: il loro futuro pensionistico può essere paragonato a quello di tutti gli altri, vale a dire è a rischio. È l’estrema conseguenza della sentenza 6014 del 28 novembre del Consiglio di Stato.
Palazzo Spada ha ribaltato la decisione del Tar Lazio, stabilendo che le casse private si autofinanziano, ma solo perchè per legge è stato deciso che alcune categorie di lavoratori versino a loro i contributi invece che al sistema generale. Quindi, è la logica conclusione dei giudici amministrativi, devono essere inseriti nell’elenco Istat, quello per intenderci che contiene tutti i soggetti chiamati a concorrere alla manovra di bilancio e a eventuali ulteriori di contenimento della spesa, giustificato dal fatto che sussistono controllo e finanziamento pubblico.
Accolto quindi il ricorso presentato dall’Istat, dal ministero dell’Economia contro l’Associazione degli enti previdenziali privati che riunisce venti casse.
Le casse private, quindi saranno obbligate alla contribuzione prevista dalla legge 135/2012, la cosiddetta spending review, versamento che le casse avrebbero dovuto effettuare entro il 30 settembre, dati dai risparmi derivanti dalla contrazione del 5% dei consumi intermedi.

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