Diffuso nelle zone temperate dell’emisfero boreale, l’astragalo condivide il suo nome con un osso del piede, probabilmente per la particolare forma delle sue foglie, assomiglianti, appunto a dei calcagni.

Le proprietà dell’astragalo risiedono tutte nella radice e sono sfruttate da tempi antichi nella Medicina Tradizionale Cinese per la sua azione tonificante e stimolante del Qi di milza e polmoni, ossia di quegli organi (insieme ai reni), alla base dei flussi energetici dell’organismo e quindi delle energie difensive e immunitarie.

La leggenda vuole che  i benefici dell’astragalo siano stati scoperti da Shen Nung, chiamato anche “Imperatore rosso” , vissuto 2800 anni prima di Cristo a cui si attribuisce la redazione di uno dei 4 libri fondamentali della medicina tradizionale cinese, quello della farmacologia, dove si elencano ben 365 rimedi naturali. A tutt’oggi, in Cina, la radice di astragalo è il rimedio elettivo per la cura dell’epatite cronica. Le proprietà tonificanti di questa pianta sono legate ad un’affascinante leggenda tramandata in un libro intitolato:”La leggenda di He Shou Wu”. Il nonno di He Shou Wu, di costituzione debole, aveva da tempo rinunciato all’idea di avere figli, beveva troppo ma non rinunciava a seguire per le montagne il suo maestro di Taoismo. Un giorno, a 58 anni, si accasciò a terra intorpidito dall’alcol, al suo risveglio rimase colpito da alcune radici che intrecciate, sembravano fare l’amore appassionatamente. Le portò, quindi, al suo villaggio e qui, dopo averle macinate, le bevve in infuso. Da quel giorno, l’uomo realizzò il “Tao dell’amore”, improvvisamente venne investito da una tale energia e vigoria sessuale che, nel giro di pochi anni, il suo corpo ritrovò forza e salute e generò parecchi figli cambiando il suo nome in “Neng Si” che significa “capace di avere figli”. E, in effetti, uno di questi, nutrito con l’astragalo, visse 160 anni e suo figlio, He Shou Wu, appunto, a 130 anni aveva ancora tutti i capelli neri.

Da un punto di vista fitoterapico l’astragalo non tradisce la sua fama. È infatti, attivo verso i linfociti T,  responsabili del sistema immunitario, rinforzandolo al punto che, attualmente, è studiato come coadiuvante nella cura dell’HIV. Più in generale, l’astragalo è utile in caso di affezioni virali, raffreddori ed influenze. Inoltre, grazie all’azione fortemente epatoprotettrice è indicato in caso di epatiti e intossicazioni. Essendo una pianta adattogena, è utile in convalescenza e ogni qualvolta l’organismo sia sottoposto a stress fisici-ambientali. Infine, l’astragalo ha dimostrato anche un’azione cardiotonica, in grado di intervenire sul metabolismo del sodio e del potassio, riducendo la pressione arteriosa e sostenendo la funzionalità cardiaca. 

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