Finalmente svelato il mistero del mostro della laguna: non solo esiste, ma da oggi ricopre perfino  una carica istituzionale. L’immondo essere, noto come Luigi Brugnaro, anziché scappare dalle autorità, ne ha assunto il comando in qualità di sindaco di Venezia.

Neanche il tempo di pettinarsi le squame e subito parte il primo, importantissimo e fondamentale provvedimento: bandire dalle scuole una lista di libri. La messa all’indice riguarda i titoli che fanno riferimento a nuclei familiari non eterosessuali. Gli stessi che per circa 10mila euro il comune di Venezia aveva acquistato due anni prima per favorire “la promozione e realizzazione di iniziative che favoriscano l’integrazione e sostengano la difesa della dignità della persona” (determina comunale dicembre 2013).

A difesa di questa strategia all’olio di ricino, la creatura ribadisce: “nelle case si possono far chiamare papà 1 e papà 2, ma io devo pensare alla maggioranza che si chiamano mamma e papà”. Proprio come chi ha partecipato al “family day”, con la scusa di favorire la famiglia “tradizionale”, discrimina tutte le altre tipologie di unione consensuale. Totalmente all’oscuro, visto che fino a ieri viveva nelle profondità lagunari, che la dicitura “genitore” al posto dei classici “mamma” e “papà” è una forma burocratica relativa alle famiglie composte anche da un solo genitore (single, divorziati, vedove…) o per persone in attesa di ufficializzare l’adozione. Peccato che non siano la maggioranza, dunque anziché tutelate, vanno schiacciate per ribadire la propria identità, per quanto raccapricciante. Ma Luigi il mostro ne ha già pronta una delle sue: il livello dell’acqua d’estate si abbassa pericolosamente, da ora in poi tutti i veneziani dovranno pisciare dalla finestra.

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