In Elogio dell’invecchiamento, uno dei pochi libri a tema vino davvero godibili, il giornalista Andrea Scanzi dà una definizione esilarante del Pinot Nero, definendolo il Kiarostami del vino.
Perché, come i film del registra iraniano, è apprezzato solo dagli “enofighetti”, cioè da chi di vino capisce poco o nulla ma si atteggia a grande critico, citandolo come il rosso migliore in assoluto. In realtà, il Pinot Nero è un vitigno tra i più difficili per i vignaioli: se è ben fatto è davvero sublime, ma più spesso si trovano in commercio etichette che poco o nulla hanno a che vedere con la perfezione.
Sua terra d’elezione è la Borgogna, dove è vinificato in rosso; qui sono prodotte alcune tra le etichette più care al mondo: per esempio, qualsiasi annata di Romanée-Conti; sua terra promessa è invece la Champagne, se vinificato come base per le bollicine più famose d’Oltralpe; fuori dall’Europa, il migliore produttore di Pinot Nero è la Nuova Zelanda.
In Italia, trova ottimi terreni in Oltrepo Pavese, viene vinificato anche in Franciacorta, Trentino, Veneto e Friuli, ma i risultati migliori per i rossi arrivano dall’Alto Adige, dove il Pinot Nero è chiamato Blauburgunder ed è coltivato da metà dell’Ottocento. La produzione interessa una superficie totale di 334 ettari, soprattutto nel Basso e Alto Atesino, lungo le sponde dell’Adige nelle zone meno esposte al sole e con una buona escursione termica.
La pianta ha foglia di grandezza medio-piccola, tonda e trilobata; il grappolo è piccolo, cilindrico, molto compatto, a volte alato, con acini di colore nero-violaceo e buccia sottile e pruinosa; la maturazione dell’uva avviene intorno alla metà di settembre.
Il vino ha colore rosso rubino scarico; al naso ha un profumo fine ed elegante di frutti di bosco, come more, lamponi e ribes, e, in qualche caso, come riportano i manuali di Ais e Onav, un sentore “di pollaio” caratteristico del vitigno e particolarmente evidente in qualche Champagne.
Il Pinot Nero va servito a una temperatura di 16-18° e si abbina a secondi robusti, a base di carne e cacciagione e formaggi stagionati. Le versioni meno strutturate ben si sposano anche ad alcuni piatti della cucina vegetariana e vegana.
In Alto Adige, ogni anno, si svolgono le Giornate del Pinot Nero per celebrare nel migliore dei modi il vitigno: quest’anno sono in programma dall’11 al 13 maggio a Egna e Montagna. La kermesse offre la possibilità agli appassionati di assaggiare i migliori vini altoatesini e delle altre regioni italiane produttrici.

I produttori consigliati

Tenuta Klosterhof
A.A. Pinot Nero Panigl, 100% Pinot Nero, venduto in loco a 16 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Per chi volesse pernottare in zona, la Tenuta Klosterhof dispone anche di un albergo quattro stelle con piscina. I prezzi partono da 44 euro per persona con prima colazione.
Prey-Klavenz 40
, Caldaro
 (BZ), tel. 0471.961046, www.weingut-klosterhof.it

Stroblhof
A.A. Pinot Nero Pigeno, 100% Pinot Nero, venduto in loco a 16 euro.
A.A. Pinot Nero Riserva, 100% Pinot Nero, venduto in loco a 25 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina il lunedì.
Per chi volesse pernottare in zona, l’azienda comprende un albergo quattro stelle con piscina e spa. I prezzi partono da 81 euro per persona con trattamento di mezza pensione.
Via Pigenoer 25, San Michele Appiano (BZ), tel. 0471.662250, www.stroblhof.it

Tenuta Manincor
A.A. Pinot Nero Mason, 100% Pinot Nero, venduto in loco a 20 euro.
A.A. Pinot Nero Mason di Mason, 100% Pinot Nero, venduto in loco a 38,50 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina al costo di 12 euro.
San Giuseppe al Lago, Caldaro (BZ), tel. 0471.960230, www.manincor.com

Azienda Agricola Haderburg
A.A. Pinot Nero Hausmannhof, 100% Pinot Nero, venduto in loco a 15 euro.
A.A. Pinot Nero Hausmannhof Riserva, 100% Pinot Nero, venduto in loco a 25 euro.
Su prenotazione è possibile effettuare visite e degustazioni in cantina.
Località Pochi 30, Salorno (BZ), tel. 0471.889097, www.haderburg.it

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