L’Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di evasione fiscale, a svelare il quarto segreto di Fatima è il Cardinale Angelo Bagnasco, che dal suo trono di oro zecchino lancia un appello di devozione alla propria saccoccia.
“Le cifre sono impressionanti”, afferma riferendosi ai numeri dei santini di Padre Pio venduti nell’ultimo mese, ad ogni modo, sottolinea, i cittadini italiani devono assolvere i propri doveri fiscali, “non senza però rivedere gli stili di vita”. Schiavi della fede o meno, siamo tutti sudditi del pontefice e in quanto tali dobbiamo pagare i raffinati cappellini di Ratzinger con le tasse che il Vaticano non ha mai pagato: ICI, IRES, IMU, tasse doganali, ma anche gas, acqua, fogne, copyright SIAE delle feste comandate degli antichi romani più 2000 anni di arretrati per occupazione di suolo pubblico.

Tutta colpa dei Re Magi
Gli incassi dei Musei Vaticani bastano a malapena per una cena al Plaza e con l’otto per mille dei contribuenti, gestito dalla CEI di cui Bagnasco è presidente, si può fare il pieno di benzina alla Papamobile. Abituati male per colpa dei re magi, i cassieri in tonaca non invocano le divinità, bensì invitano a tornare all’austerità e al rigore morale d’altri tempi. Il menagramo porporato ha proprio ragione, anche noi rimpiangiamo i tempi delle catacombe e degli spettacoli con i leoni nel Colosseo, quando Roma non puzzava di ascella di pellegrino.

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