Fabrizio Corona fa di tutto, incluso andare in galera, pur di non lavorare. Come il testardissimo Willy Coyote, anche il paparazzo depilato si ingegna in coreografici tentativi per raggiungere il suo scopo: una disoccupazione ben pagata.

Alternando metodi illegali ad altri più leciti, ma sempre indegni,  si è costruito una carriera fatta di estorsioni, truffe, corruzione, qualche mutanda firmata, ben quattro autobiografie e comparsate in fiction e film che definire tali è come dar fuoco alla pellicola originale di “Quarto Potere”.  

Proprio al cinema Corona tornerà a far danni, come minacciato da lui stesso su Facebook: “Cerco persone che vogliono partecipare al mio film di Natale”. Quale miglior sigillo apocalittico per un 2016 già rigoglioso di lutti e disgrazie, se non un film che forse lo vedrà alla regia? Ma le tragedie non vengono mai da sole, è infatti di prossima uscita “Jobs Act! Italian business” con un cast all-trash costituito da Corona, Umberto Smaila, Valeria Marini, Maurizio Mattioli e sebbene ancora non confermato (probabile bufala da marketing) uno special guest d’eccezione: Mike Tyson. Un kolossal che farà esplodere il cinema made in Italy con la potenza e il retrogusto di una bomba cacca. Per il ricattatore dei vip, che deve ancora scontare quattro anni presso i servizi sociali, la vita è una vacanza senza fine… tremiamo al pensiero dei suoi piani diabolici per la pensione!

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