Nonostante l’incertezza data dalla situazione economica degli alunni anni, un principio di base resta indiscusso: decidere di intraprendere un percorso universitario permette di vedere molte porte aprirsi. Iscriversi all’università è una scelta da non fare a cuor leggero: questa implica numerosi sacrifici in termini di soldi, studio, tempo ed energie investiti.

La motivazione, pertanto, deve essere forte e si deve avere, per quanto possibile, un’idea chiara di percorso futuro. Anche se può risultare molto difficile a 19 anni sapere “cosa si farà da grandi” è importante avere almeno un’idea orientativa, in modo da riuscire ad andare avanti: innanzitutto, da un punto di vista motivazionale, poi da un punto di vista logistico, in quanto i progetti futuri possono influenzare il nostro piano di studi. Infatti, è bene impostare il piano di studi in funzione delle materie che ci interessano e che, soprattutto, ci possano tornare utili, approfondendole, nel nostro futuro professionale.

Sebbene molte materie siano già predefinite e non ci sia la possibilità di modificarle, esistono degli esami a scelta dello studente e che vanno valutate attentamente. Se rimaniamo nell’ambito della giurisprudenza, la maggior parte degli esami del percorso quinquennale sono predefiniti perché ognuno corrisponde a una fetta del sapere che ogni giurista deve avere.

Ciò non significa, però, che non si possa avere la possibilità di inserire degli esami a scelta che permettano di indirizzare la propria formazione.

È il caso dell’esame di diritto privato comparato: ove non direttamente presente nel proprio percorso di studi, lo si può scegliere individualmente per dare un taglio interculturale e internazionale al proprio curricolo. Qualora l’esame fosse già inserito tra le materie obbligatorie del corso e ci fosse la volontà, da parte dello studente, di approfondire ulteriormente l’ambito, questi potrà inserire, senza troppi problemi, degli ulteriori CFU a scelta o documentarsi appositamente e in maniera autonoma, facendo riferimento sia a pubblicazioni facilmente reperibili online – ad esempio i manuali di diritto privato comparato sulla casa editrice Giappichelli – sia ai propri docenti universitari.

Perché inserire un esame di diritto privato comparato nel proprio percorso di studi

Al giorno d’oggi, iscrivendosi all’università non si può avere la sicurezza di dove si spenderà il titolo di laurea. Mentre in passato si sapeva che molto probabilmente si sarebbe rimasti nel proprio Paese, spesso anche nella città di origine, oggi questa tesi è molto più diffuse da sostenere e vedere realizzarsi.

È molto probabile che, sia nel corso degli studi sia successivamente al conseguimento della laurea, ci si debba/voglia spostare per un periodo più o meno lungo. Durante il percorso di studi si potrebbe scegliere di partecipare ai vari progetti Erasmus+ che permettono di effettuare un periodo di scambio, per motivi di studio o tirocinio, all’interno dell’Unione Europea. Molto spesso questa esperienza apre le porte a progetti lavorativi diversi, anche in ambito internazionale. Per questo motivo, scegliere di rendere più internazionali i propri studi può essere una carta vincente da giocare.

Nello specifico, l’esame di Diritto privato comparato si pone l’obiettivo di formare gli studenti in ottica internazionale in modo che approfondiscano non solo come funzionano il nostro ordinamento e il nostro sistema giuridico, ma anche come negli altri Stati europei affrontano delle casistiche simili.

Questo si rivela essere molto utile nel caso si decida di inserirsi nel panorama europeo o internazionale per motivi di studio e lavoro: infatti, non è raro che all’estero siano richiesti avvocati o esperti in materia di diritto italiano – basti pensare per esempio ad aziende estere che lavorano con partner italiani o studi legali con sede in Italia e in altri Stati – e in questi casi non basta essere competenti esclusivamente nella propria materia, è necessario avere una solida competenza anche della materia internazionale e/o specifica al Paese in cui si opera. Quindi, pensare con lungimiranza e portarsi avanti già durante gli anni universitari non è una scelta sbagliata e ci permette di essere pronti nel caso si apra davanti ai nostri occhi un futuro dal carattere non soltanto nazionale.

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