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La colf del piccolo schermo

Je vous salue, Maria

30 Aprile 2014 di  Simone Morano

Maria De Filippi è uno dei top player della tv italiana. Il suo è uno stile di conduzione di sottrazione, secco ma non asciutto, sintetico ma non freddo, semmai tiepido.

Je vous salue, Maria
Di lei Carlo Freccero ha detto: “È il mio Censis, lei mi fa le fotografie dell’Italia di oggi”. Luciana Littizzetto, lievemente meno diplomatica, l’ha definita “donna intelligentissima che fa dei programmi schifosi”.

Maria De Filippi è uno dei top player della tv italiana. Tra Amici, Uomini e donne e C’è posta per te domina la settimana di Canale 5 dal lunedì al sabato, attirando magneticamente spettatori di tutte le età, dagli studenti delle medie agli anziani delle case di riposo.
Piace e sa farsi amare dalla sua platea, che non a caso la chiama per nome, “Maria”, come se fosse un’amica, una vicina di casa, la parrucchiera con cui parli dei figli che vanno male a scuola. Perché “Maria” vuole apparire come un’amica: non a caso a Uomini e donne si mischia tra le signore del pubblico, osserva dal basso quel che succede davanti a lei e presenta “al gradino” (un gradino diventato cult, se è vero che su Twitter il suo profilo fake @defilippi_m in occasione della cerimonia di consegna degli Oscar ha cinguettato: “Non conduco io solo perché non me lo fanno fare seduta sui gradini”).

Il suo è uno stile di conduzione di sottrazione, secco ma non asciutto, sintetico ma non freddo, semmai tiepido: mai oltre, sempre ben al di qua del limite. “Maria” entra in studio, a volte senza nemmeno salutare, come se riprendesse un discorso interrotto il giorno prima, la settimana prima. È uno dei suoi tanti trucchi, il suo modo di farsi sentire vicina a te: non è che saluti tua mamma ogni volta che entra in camera tua.
Lei che ai suoi esordi televisivi era goffa e ingessata, adesso è disinvolta, sciolta: è la colf del piccolo schermo, che con estrema nonchalance entra, fa quel che deve fare (condurre un programma visto da milioni di persone e in grado di spostare milioni di euro – cosa volete che sia) ed esce, a volte salutando a volte no, lasciando tutto in ordine.

Innova il linguaggio televisivo, “Maria”, senza che il pubblico se ne renda conto: se oggi sappiamo che il “gelato” è un microfono e che cos’è un’”esterna”, o se la parola “tronista” è entrata nello Zingarelli 2009, la colpa e il merito sono suoi.
Là dove prima ogni conduttore rispettoso della liturgia del piccolo schermo annunciava gli ospiti della propria trasmissione in pompa magna, tra celebrazioni e creazione di attesa e suspense, adesso “Maria” liquida e riassume tutto con un rapido “Facciamo entrare…”. Senza fronzoli, senza arzigogoli.
“Maria” cambia la televisione e la televisione cambia “Maria”. Centellina le sue ospitate sulle altre reti (è andata in Rai solo cinque volte: una di queste era la finale del Festival di Sanremo del 2009) ma non disdegna di apparire in un cinepanettone con Christian De Sica ed Enzo Salvi (Natale sul Nilo, 2002). Ospita nelle sue trasmissioni Dustin Hoffman, Matteo Renzi, Aldo Busi, Patrick Dempsey, Cristiano Ronaldo, ma anche Simona Ventura, Ezio Greggio, Alessandro Del Piero, Laura Pausini, Gabriel Garko. Intervista Monica Lewinsky e viene analizzata filosoficamente in un libro, Il mistero di Maria, di Salvatore Patriarca, secondo il quale chi guarda i suoi programmi “non usufruisce di un semplice prodotto televisivo, ma costruisce la propria personalità (Amici), si confronta con un oppositore (Uomini e donne), per arrivare infine a perdonarlo (C’è posta per te)”.

Di “Maria” si dice tutto, e anche di più: per Aldo Grasso, lei “è la burattinaia dei poveri cristi” ma anche “una spietata cacciatrice di 'casi umani'”; per Giorgio Simonelli, docente di Storia della televisione alla Cattolica di Milano, è “l’interprete perfetta della neo-televisione, che non rappresenta il mondo ma lo fabbrica con il suo delirio d’onnipotenza”.
Attorno a “Maria”, sostiene Selvaggia Lucarelli,  “c'è una cortina inespugnabile”, ma “questo alone da intoccabile è francamente insopportabile”, “anche perché poi vivere così vuol dire circondarsi di lacchè e leccaculo che hanno paura pure di dirti che hai l'insalata tra i denti”. 
“Maria”, incurante, evolve. Nel 1998 racconta di lavorare “in un certo modo: voglio conoscere i protagonisti dopo averne letto le vicende. Mi vedo con loro, ci parlo. Ore e ore di conversazione. Normale. Mi ammazzo psicologicamente e fisicamente”. Nel 2014, invece, spiega: “Non so se il pubblico l’abbia mai capito, ma io vedo la persona ‘invitata’ per la prima volta in studio. Non la incontro prima. Per me è molto faticoso, perché devo capire una persona al volo e rendermi conto di cosa potrà succedere”.
Una volta ha detto di ammirare la carriera di Enza Sampò, per “come è entrata e come è uscita dal video”. Forse “Maria” uscirà senza salutare: ma la sua assenza si farà notare.
Simone Morano
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Simone Morano
Simone Morano
Informazioni sull'autore
Nato a Seregno nel 1987, laureato in Linguaggi dei Media. Web writer, collabora con Lettera43 e GuidaConsumatore, ed è uno degli analisti della trasmissione di Raitre Tv Talk. Nel 2010 per Fermenti Editore ha pubblicato la raccolta di poesie "Hai perso una goccia".
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