Esaminando i risultati di oltre duecento studi si è visto che l’ottimismo e la speranza, insieme a una discreta felicità e al senso di appagamento per la propria vita, sono legati alla riduzione del rischio di cardiopatia e ictus.

Non è facile chiarire queste correlazioni. Non si sa, per esempio, se l’ottimismo abbia un effetto diretto sulla salute o se sia vero il contrario, cioè che chi mangia bene, fa movimento e ha una buona salute generale ha più motivi per essere ottimista. In sintesi conduciamo una vita sana, mangiamo bene, facciamo movimento, impegniamoci in attività che ci gratificano, guardiamo alla vita con ottimismo, speranza e avremo un rischio molto più basso di cardiopatie e ictus. Questa bella notizia l’apprendiamo dal giornale Internazionale nella rubrica opinioni  di Anahad O’ Connor.

Fonte: http://www.internazionale.it/opinioni/anahad-o-connor/2013/07/09/il-bicchiere-mezzo-pieno/

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