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Alzati e bestemmia

21 Marzo 2015 di 
Alzati e bestemmia
Kai Thomas ha quindici anni e due passioni: il formaggio e le bestemmie. Un anno fa il ragazzo inglese ha avuto una improvvisa emorragia cerebrale, ma i medici dello Sheffield  Children Hospital sono prontamente intervenuti.

Per diminuire la pressione sanguigna si è optato per un coma indotto, durato ben nove giorni, dopo il quale Kai è svegliato. Oggi è un adolescente come tutti gli altri: parla, cammina, interagisce e insulta tutti ad alta voce. Tuttavia ha sviluppato una propensione verso due attività che occupano gran parte delle sue giornate. La prima è un’ossessione per il Cheddar cheese, preferibilmente a blocchi di un chilo o grattugiato sui cereali. La seconda invece è sparare parolacce a raffica, miste a colorite bestemmie. L’origine del blasfemo turpiloquio ha fatto interrogare i teologi di tutto il mondo, che si sono prostrati di fronte a una tale abilità di linguaggio.

Tacciano gli esorcisti, il ragazzo non è posseduto da un demone, ha bensì avuto il privilegio di contemplare la luce eterna dell’aldilà e, una volta tornato alla vita terrena, ha reagito di conseguenza. Come un moderno Lazzaro ingrato, adesso Kai può frequentare la scuola per un’ora al giorno, in cui si ingozza di formaggio tra un bestemmione e l’altro, e non è un caso che abbia scelto l’ora di religione.
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