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Sospensione dei mutui: molto rumore per (quasi) nulla

03 Aprile 2015

La prima proposta prevedeva la sospensione dei mutui per 3 anni, ora si è passati a 12 mesi e con vincoli più stringenti

Sospensione dei mutui: molto rumore per (quasi) nulla
Sospensione dei mutui per tre anni, ossigeno per gli imprenditori, tasselli di rinascita. Ai toni trionfalistici che hanno accolto la proposta nei giorni precedenti l’ufficializzazione è seguita la doccia fredda della riprova dei fatti. La grande iniziativa si è trasformata in un provvedimento da poco, gli imprenditori si sentono traditi. Non rimane che sperare di rintracciare soluzioni più convenienti, informarsi a fondo, magari farsi aiutare dal web per porre Mutuo Arancio e i suoi prodotti a confronto con quelli di Barclays, Cariparma e degli altri istituti, perché gli aiuti dello Stato saranno minimi.
Sospensione dei mutui: si scopre il bluff

Gli accordi dei giorni precedenti erano stati convogliati nell’articolo 1 comma n. 246 della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014, ovvero la Legge di Stabilità 2015. I termini dell’accordo prevedevano la possibilità da parte di privati e aziende di sospendere il pagamento del mutuo a carico per un periodo massimo di 3 anni, a partire daltriennio 2015-2017. Un provvedimento che si sarebbe dovuto applicare anche a chi avesse già usufruito della sospensione dei mutui nei periodi precedenti.

Di tutt’altra natura, invece, i termini dell’accordo maturato tra Abi e associazioni di consumatori (in cui c’è da presumere che in realtà si sia trattato di un dialogo a una sola voce, quella dell’ente bancario), del tutto differenti rispetto a quelli preannunciati nei giorni precedenti l’accordo. L’articolo 1 è stato, diciamo così, interpretato in maniera personale dall’associazione e il risultato è un voltafaccia incredibile: sospensione dei mutui valida solo per 12 mesi complessivi. Chi ha già usufruito della concessione in passato può presentare nuova domanda, a patto che il periodo di sospensione totale non sia eccedente ai dodici mesi previsti dalla legge.

Il calcolo degli interessi: la beffa oltre al danno

Una beffa in piena regola, maturata allo scadere dei termini massimi concessi per l’approvazione del provvedimento. Solo il 31 marzo, infatti, ultimo giorno utile per trovare l’intesa, il Governo ha definito il provvedimento, per poi ufficializzarlo il giorno successivo.

Le banche avranno da guadagnarci più del previsto. A dispetto di quanto stabilito dall’ABF (Arbitro Bancario Finanziario), è stato decretato che la quota di interesse imputabile a quanti si avvarranno della sospensione dei mutui sarà calcolata sull’intero debito residuo del mutuatario e non soltanto sulla quota sospesa, come invece richiedeva l’ABF.

L’interpretazione è chiaramente illegittima perché il testo parla di tre anni di sospensione”, ha tuonato l’Onorevole grillino Francesco Carriello, firmatario e fautore della legge.

Di tutt’altro spirito le dichiarazioni del Ministero delle Finanze che, tramite il proprio sito ufficiale, ha avuto a dire: “Soddisfazione per accordi Abi-Imprese-Consumatori”. Probabilmente i cittadini la vedono in maniera un po’ diversa.

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