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Dal mare del Titanic ai Monti dell’Italia

08 Dicembre 2011 di 

Lettera aperta al Capo dello Stato e suggerimenti al presidente del Consiglio. Dall’Ici sui beni della Chiesa (che perfino il governo borbonico introdusse attirandosi le ire della Corona di Spagna), alla liberalizzazione delle professioni.

Dal mare del Titanic ai Monti dell’Italia
Invito a Giorgio Napolitano
L’uomo che dal Titanic ci ha portato sulla motonave Italia (scassata quanto si vuole, ma almeno… non è già segnata la sua sorte), e quindi, dico io, ben può fregiarsi del titolo di Padre della Patria, dopo il “fatidico” 5 dicembre 2011.

Lei, forte di una autorevolezza e una lungimiranza indiscussa e riconosciuta da tutti gli schieramenti politici, potrebbe chiamare informalmente per un invito a colazione, due chiacchiere al di fuori dei rigidi schemi istituzionali, il Premier Mario Monti e, per il bene dell’Italia, fargli un discorsetto, più o meno nei termini seguenti:

‘A Mario (il suo napoletano si sarà certamente romanizzato da tempo, a ‘sto punto; fu così anche per papa Wojtyla che pure era polacco. Noi napoletani coi romani “semo cugini” come dicono loro, quindi figuriamoci!) tanto di cappello per la tua cortesia e signorilità nel rispondere alle domande dei giornalisti; tanto di cappello anche per il nobile gesto di rinunziare al tuo compenso di Premier. D’accordo pure che nun se po’ fa’ in 15 giorni tutto quello che nun s’è fatto in 20 anni, però un più marcato impegno in senso costruttivo nun era proprio possibile?
Capisco che il merito dei provvedimenti non rientra nella mia materia istituzionale, hai visto che pubblicamente… manco ‘na parola…mi so’ limitato ad esprimere compiacimento pe’ l’impegno e basta; ma tra amici quattro chiacchiere informali se ponno pure fa’!

Hai parlato di rigore, equità e sviluppo; ma il tuo slogan è subito diventato, nell’immaginario collettivo,  “lacrime, sudore e sangue”. Mo’ ti dobbiamo dare atto che le lacrime, beh… le abbiamo già viste, e ad alto livello; e questo ha scatenato una ridda di sfotto’, poco “inglesi” e disdicevoli, a dire il vero, però molto meno criticabili se poi “sudore” e “sangue” se li beccano solo i comuni cittadini che tirano la carretta, attenzione!

Pigliamo la Chiesa Cattolica, per esempio. Tutti quei privilegi, tutte quelle esenzioni e… nun se ne è parlato proprio, nemmeno in prospettiva. Eppure chi più di voi… che non avete preoccupazioni elettorali (sei stato proprio tu il primo a dirlo), non vi dovete ammanicare co’ nessuno, non avete da temere calci negli… stinchi, poteva fare… e ancora può fare… qualcosa?
Guarda, ti mostro una lettera di qualche giorno fa, di un cattolico osservante di elevato livello intellettuale, del quale non rivelo l’identità per motivi di privacy, indirizzata a te, ma mandata anche a me per conoscenza; poi a te non l’ha più inviata dando per scontato, bontà sua, che il suo contenuto era per te assolutamente ovvio e naturale, per cui avresti considerato irritante e fuori luogo avere la pretesa di “aprirti gli occhi”:

« INTRODUZIONE DELL’ICI SUI BENI DELLA CHIESA
Egr. Professore, lei è cattolico osservante, ma sa bene che non può chiedere pesanti sacrifici agli Italiani senza che questi sacrifici siano in parte condivisi anche dalla Chiesa cattolica, nella quale si riconosce la maggior parte degli Italiani.
Ragionare diversamente allontanerebbe, certamente, i fedeli dalla Chiesa, che sarebbe vista come un’entità privilegiata e arroccata sui propri interessi, lontana dal cuore della gente.
Non fu Gesù Cristo a cacciare ladri e mercanti dal Tempio? Non fu Gesù Cristo a dire “date a Cesare quel che è di Cesare”?
Può Dio volere una Chiesa ricca e trionfante sulle miserie del suo popolo? Noi non possiamo che ragionare umanamente; e umanamente non possiamo che rispondere “No!” il Dio di tutti è il Dio dell’amore, non del potere e della sopraffazione.
Ci pensi, ci pensi molto accuratamente e non stia a sentire l’unica campana che la indurrebbe a salvaguardare i privilegi della Chiesa, quella dell’apparato sacerdotale nel suo insieme. La Storia ci insegna che le richieste e le aspettative dei Sacerdoti di tutte le Religioni, ben di rado hanno a che vedere con la vera Fede che è una categoria dello Spirito.
Augurandole buon lavoro… ecc… ecc.»

T’aggia dicere ‘a verità (ecco che qui rispunta la lingua del cuore), pure io pensavo che era normale che prima d’a stangata sulla prima casa, tra l’altro pure co’ l’adeguamento non indifferente d’a rendita catastale, e d’a mazzata sulle pensioni, qualche contributo ecclesiastico desse, finalmente, un segnale al popolo (che abbiamo convenuto di non considerare più “bue”), che, come diceva quello (però cazzo! L’ha ditto pure Obama, non se putava sta’ zitto!) “siamo tutti nella stessa barca”. E invece niente! Bah.

E vabbè le pensioni (il pianto della Fornero sulle pensioni minime è buono e consolatorio, rivela generosità e sensibilità d’animo che, co’ ‘sti pescecani in giro, non guastano in un Ministro. Po’ s’è ripresa pure… non sono commossa, sono felice di essere qui… spiritosa!); e vabbè l’aumento IVA, e vabbè ticket sanitari e trasporti locali… e benzina e diesel… la tracciabilità dei pagamenti… eh! Qualche cosa s’adda pure fa’ guagliu’! Lo dico sempre a chi mi vuole bene e qualche volta mi viene a trovare.

Però… e i famosi… TAGLI ALLA POLITICA?
Emolumenti ingiustificati, prebende, privilegi, portaborse, uffici, personale ed auto blu, vitalizi, numero di parlamentari che è almeno il doppio di quanto necessario, soprattutto in tempi grami (e forse sempre più grami).
Comme se po’ nun mette mano a tutto questo, dare almeno un segnale, e pretendere che siano ben accetti e quindi funzionino in Italia e, conseguentemente in Europa, i sacrifici richiesti, la 13ma leggera, i bolli, l’aumento dell’IVA, pensioni e tutto il resto che s’è detto e s’è visto?
E tu te n’esci co’ na rimescolatina d' 'e ccarte p’ 'e province, e poi qualcosina qua e là, che pe’ carità  nun guasta, ma è troppo poco, proprio poco poco poco. Per farmi capire: le casse traboccanti dei tesori assiro-babilonesi, le miniere di Re Salomone, proprio, so’ rimaste intonse. 
Hai detto, è vero, ah l’ho sentito, non sono mica sordo io eh! E nun te voglio affatto provoca’, semo amici, t’ho pure fatto senatore a vita… comm’è c’hai detto? “Po’ se vede”. Po’ se vede? E vabbè sperammo… stamo a vede, ma quando se vede?
E dire che c’era qualche anima bizzarra che s’era fatta il film luce che tu solo questo dovevi fare… aspetta, aspe’…  dove l’ho letto? Era su internet… ah ecco qua, una settimana fa:

«5 DICEMBRE 2011
Mr. Monti lei ha una grande occasione, non la sprechi.
2 punti nodali sono da sciogliere per portare l’Italia fuori dalle secche. Per fare questo occorre credibilità e prestigio. Per ottenerli, e quindi salvare l’Italia, oltre alle “impressionanti” misure che saranno prese, lei dovrà sciogliere il nodo delle imposizioni fiscali alla Chiesa e quello dei costi della Politica; poi l’abrogazione della “porcellum” e il varo di una nuova legge elettorale, permetteranno all’Italia di navigare a vele spiegate.»

Ma pensa te! [‘Na strizzatina d’orecchie (Giarda docet) a ‘sto punto ai Celti accampati in mezzo alle montagne alpine… pecché no!]
Della “porcellum” nun s‘è parlato proprio. D’accordo che nun è propriamente compito tuo, ma n’accenno andava fatto. Senno’ ‘a gente che adda pensa’? Che t’he scurdato! Ce sta in corso ‘nu referendum in proposito, nun ce scurdammo. ‘Mo nce vo’!

E ‘a LIBERALIZZAZIONE d’ 'e professioni?
Io mò non è che m’o so’ guardato ancora proprio bene ‘sto decreto “salva Italia”; prima de firma’ me devo da’ almeno ‘n’altra rilettura, troppo importante e imponente, e il momento è topico, nun se po' arronza'. Per quanto di voi mi fido; co’ quell’altro no, quello che lavora a tempo perso, quello del golpe dei comunisti, i giornalisti, i giudici, mò nun me ce raccapezzo manco cchiù, quello là insomma… ogni tanto mi invitava alle “cene eleganti”, io ringraziavo e declinavo… “nun tengo l’età!”, beh, co’ quello nun te potevi distrarre! Come te giravi ‘n attimo, zac! Ci infilava qua e là due o tre articoletti piccoli piccoli salva-tutti… i suoi (se stesso in primis, i familiari ed ex familiari, amici, parenti, soci, collaboratori, faccendieri, dipendenti e conoscenti, aziende sue e dei predetti, olgettine, escort, sue e dei predetti, e familiari, amici ecc. ecc. dei suddetti e relative escort), nun se finiva più.
Tornando a noi… le professioni… pure qua, a parte qualche toccatina e fuga a farmacie, negozianti o giù di lì, se nun me sbaglio, hai detto: “famo dopo!”

Ma “dopo” quando?
Ad ogni modo, io po’… presiedo pure ’o Consiglio Superiore d’a Magistratura, ‘a materia legale è quella che più mi è vicina e conosco meglio, parliamo di questo, allora.
Capisco bene che non è che bello e buono,di punto in bianco, si può fa ‘a tanto invocata e sempre rinviata riforma d’a Giustizia e d’o sistema carcerario, però l’avvocatura! Possibile che ‘nu sistema pe’ tonifica’ la professione di avvocato nun se trova?
Mo’ ‘sto decreto nun è tutto. L’hai detto tu stesso “per ora fermiamoci qui, poi ci saranno altri interventi”, ed è pure meglio senno’ troppa carne a cocere, e aumentava pure l’ostracismo.
Ci sarà un secondo tempo, un  terzo tempo e via di seguito; ma se non ora, nel secondo o nel terzo tempo, almeno, qualche cosa se potrà pure fa’!
Senza parla’ di dividere le carriere (capisci a che mi riferisco) o altri interventi radicali, che spetta al Parlamento fare, ma quanti avvocati, tanto pe fa’ ‘n esempio, potrebbero essere assorbiti, da subito, dall’Organo dell’Accusa, ‘o Pubblico Ministero! In parte molto residuale già si fa, ma la cosa potrebbe essere potenziata quantitativamente e qualitativamente, e andrebbe nel senso, che s’è voluto, della procedura “all’americana”, per la trattazione delle questioni più importanti sempre sotto il controllo dei Capi degli Uffici, e perché… assorbiti, in parte, dall’Amministrazione carceraria che langue nel più assoluto abbandono, no? E per gli avvocati civilisti? Un graduale avvio all’abrogazione della anacronistica separatezza con la casta (immotivatamente) privilegiata dei notai, sarebbe proprio orribile? Si tratta di scontrarsi con una lobby troppo forte? Ma… ripeto: se non lo fate voi che non avete contraccolpi da temere… ma poi, alla fine, regole più “toste” per accedere alla professione di avvocato, cribbio (scusa la citazione)! Qua l’avvocatura sta diventando il ricettacolo di tutti gli intellettuali disoccupati. Ci so’ più avvocati iscritti all’Albo di Roma che in tutta la Francia, te pare logico?

E ci sarebbero tante altre cose… ue’ chiano chiano! I’ po’ m’e scordo. Sarà l’età? Mah… però so’ 20 anni ‘e letargo che s’avessero tene’ a mente, nun è mica facile, eh!

Gli incentivi ai giovani e piccole imprese, e le donne, le famiglie, il lavoro, ate che lacrime, sudore e sangue! Ce sta chi vulesse suda’ e lavora’, piuttosto che starsene a casa, senza suda’; nun m’è ancora ben chiaro che avete fatto e che volete fa’, ma ti ripeto… è nata fresca fresca ‘a criatura, s’adda ‘nu poco ripusa’; dateme nu poco ‘e tiempo. Ce vo’!

‘A lotta a’ corruzione, per cui ‘a statistica CPI (Corruption Perceptions Index) mette l’Italia al 69° posto nel Mondo per quanto riguarda la corruzione nella Pubblica Amministrazione (Francia al 25° posto, USA al 24°, Germania al 14° posto) ; però avanti a Turkmenistan, Uzbekistan e Afghanistan, è una priorità  sì o no?

E 'o conflitto di interessi? Quale migliore occasione per una proposta di legge che ponga fine ad ogni indugio e regoli finalmente in modo organico e definitivo la materia, se non questa? Una proposta seria da parte di un Governo fuori dalla mischia, che non ha conflitti latenti. SE NON ORA QUANDO? Questa nun t’a fa’ scappa’, mi raccomando. E’ troppo importante.

E il federalismo? E’ ‘na cosa già avviata e po’ nun è proprio campato in aria se ben fatto e attuato; magari è ‘n’organizzazione più razionale dello Stato. Vuje che dicite?

E i militari all’estero? Perdite di giovani vite. Qua ‘o sangue scorre overamente; sostegni di famiglie, costi proibitivi di vite umane e costi proibitivi in termini materiali. Vuje che dicite?

E il dissesto del territorio, che ogni volta che piove s’apre nu bollettino ‘e guerra… muorti, feriti, crolli e distruzioni. Co’ quel po’ po’ di Super Ministero che hai creato, qualcosa di buono ce l’aspettiamo! Me pare giusto, no?

E nun s’era detto di paga’ i debiti d’a Pubblica Amministrazione coi BOT e i BTP?
Guarda che nun è affatto un’idea peregrina se si mette in cantiere con seria ed adeguata preparazione e ben precisa regolamentazione, da attuarsi una tantum e pagare tutto in un sol colpo per evitare la speculazione; però questi titoli di Stato dovrebbero avere un contrassegno, un bollino, qualcosa che indichi, certamente, che è vietato venderli, almeno per un certo periodo di tempo, per non deprimere il mercato, ma i creditori  privati o pubblici che li hanno ricevuti in pagamento,  possano a loro volta, pagare i propri debiti, prevedibilmente sorti in epoca antecedente (indicando quali), alternativamente al denaro, nello stesso modo, senza che il creditore possa rifiutarsi. Questo velocizzerebbe tutte le pratiche, eliminerebbe intralci burocratici e lentezze e tonificherebbe il mercato e l’intera economia.
Come la vedi? Lo chiedo proprio a te, così, spassionatamente…da uomo ad uomo, da amico ad amico, da Presidente a Presidente, da Senatore a vita a (futuro) Senatore a vita, tu come ‘a vedi?
Aspetta, aspe’! Non mi rispondere, po’ m’o dici tutto insieme.

E sui patrimoni ipermiliardari… assolutamente fuori luogo di questi tempi… e sulle liquidazioni da 4 o 5 milioni di € ad individui penalmente e moralmente compromessi, a fronte dei sacrifici che vanno a gravare sui comuni cittadini e pensionati… fuori luogo in tutti i tempi… tutto regolare, tutto a posto? Nun se ne parla? Nun se dice niente? Lasciamo perdere va’, senno’ qua pure va a finire che ci arravugliammo e ce scazzammo ‘ncopp’a ‘ste cose! Io quann’ero giovane mi ci incazzavo a morte, tengo ‘nu vissuto, come sai. E nun vulesse da’ ragione a chi dice che se nasce incendiario e se more pumpiere!

Mario, amico mio, parliamoci chiaro, nella tua bella premessa in conferenza stampa, dove hai detto che il tuo Governo era libero da preoccupazioni elettorali, che non doveva pensare ad attirare consensi per le elezioni successive, come capita normalmente ai Governi che si avvicendano, ma poteva, e tu quale guida, potevi pensare e operare guardando oltre, per il futuro di figli e nipoti; una funzione, in definitiva, fondante per  “l’uscita dell’Italia dalla catastrofe e la crescita”, so’ parole tue, c’è tutto quello di cui ho fin qui parlato. Se è vero questo è vero anche che mo’ è il momento di agire, di non farsi intimidire dai “poteri forti”, di avere coraggio e dignità, di fronte ai sostenitori e ai contraddittori, di fronte al Paese e di fronte all’Europa e al Mondo.
SE NON ORA QUANDO? Non mi importa di ripetermi.

Un’ultima cosa: visto che avete lasciato intonso il tanto discusso canone TV, nun v’a siete sentita, (almeno per il momento) de privatizza’ ‘a RAI, se putesse almeno fa’ qualcosa pe’ ripristina’ ‘a legalità? Una fascia enorme di utenza è rimasta fortemente stupita e amareggiata d’a defenestrazione di Santoro e d’a Dandini, e senza neanche fare un sondaggio. Quando si tratta di paga’ s’ha da paga’, e quando si tratta di butta’ a mare, nun se tiene conto di che cosa vuole vede’ chi ha pagato? E’ così che funziona?
E la depauperazione dell’azienda dove la mettiamo? La RAI si appezzentisce e La7 si ingrassa coi programmi di qualità e co’ tutti i fuoriusciti che ci vanno ad approda’ (a Tronchetti e Afef nun glie pare vero, pe’ nun parla’ de Enrico). Ormai co’ gli indici di ascolto in apnea (Fiorello a parte), a momenti ci sarà da qualche parte ‘n assemblea condominiale, dove l’ amministratore proporrà: “famo ‘na bella colletta e ce la compriamonoi ‘sta specie ‘e RAI!”
Ma te pare bello?

Ah ‘mo me scordavo ‘o vvi’. Me dice qualche (solita) malalingua ca ce sta ancora ‘a macchina d’a polizia a fa’ ‘a vigilanza, notte e giorno, davanti ‘a villetta ‘e Berlusconi a via Monti a Milano; il calcolo benevolo che me so fatto, mi indica l’esborso di 700 € al giorno solo per questo, tutto il resto consegue, a parte la distrazione del personale dai compiti di prevenzione e di indagini. Io nun ce credo. Oddio ‘a Cancellieri s’è vista poco in giro ‘mo; forse sta ancora raccogliendo materiale, meditando, po’, magari, viene fuori alla grande. Ma ad ogni modo io nun ce credo. E’ troppo ‘n’assurdità che l’attività di sicurezza di un privato ‘a deve paga’ lo Stato.
Puo’ controlla’ pe’ favore? Mi faresti un favore personale. Ci terrei pe’ motivi di serietà e credibilità verso i cittadini.

Di “Porta a Porta” nun ne parlo proprio. E ce mancherebbe! C’è libertà. Ognuno fa quello che vuole se non offende i fondamentali valori tutelati. Tu ci hai le spalle solide. Di una cosa so’ sicuro, non sarai certo tu a farti “prendere” dal protagonismo.

E qui, probabilmente, Giorgio Napolitano si fermerebbe. Riprendere un po’ di fiato dopo tutta ‘sta tirata, è il minimo; gola secca… un sorso d’acqua.

E che risponderebbe, a ‘sto punto, il nostro Supermario?
Possiamo pensare che qualche appunto, almeno, se lo sarebbe annotato?
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