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I pericoli dello Zodiaco

Il peggio dello Scorpione

01 Novembre 2013 di 

Sesso e morte, distruzione e autodistruzione, ostinato e vendicativo. Afferma la libertà anche nel Male ma si riduce a scegliere tra una schiavitù e un’altra.

Il peggio dello Scorpione
Siamo, attualmente, sotto il segno dello Scorpione. Cerchiamo allora di scandagliare le profondità della tua anima; le profondità di te,  che sotto questo "pericoloso" segno sei nato. Faremo in modo di distillare il peggio del peggio del tuo modo di essere.

Resta inteso, che, spingendo all'accesso le caratteristiche negative che si legano al tuo segno solare, descriveremo solo un modello astratto che, nella realtà quotidiana, mai si manifesterà nella sua completezza. Non poche, infatti, al momento della tua nascita, le posizioni planetarie e le configurazioni celesti che, in un modo o nell'altro correggono e sfumano la tua carta d'identità astrale.

Sesso e morte. Queste le parole-chiave. Cominciamo con la morte. La morte che dai. Sì, perché tu uccidi. Certo, non necessariamente scarichi pistole contro i vicini o accoltelli allegramente il prossimo. Ma si può uccidere in tanti modi. Si possono uccidere le speranze, la gioia, le credenze degli altri; si può sopprimere la fiducia. E tu, tu non godi mai nel far questo? Non godi a scandalizzare? A distruggere? Arrogante, sprezzante, schernisci i buoni sentimenti. Scettico e irriverente, ti fai beffe degli dei degli uomini. Miscredente, non tolleri che altri abbiano una fede. La tua analisi tossica tutto vuol demolire in un'orgia distruttiva che, alla lunga, può finire per distruggere anche te.

Distruzione e autodistruzione. Non dimentichiamo il simbolismo animale del tuo segno. L'insetto  scorpione è fornito di una lunga coda che termina in un pungiglione carico di veleno; e con questo può colpire – si dice – oltre che gli altri anche se stesso, uccidendosi. E allora? E allora al sadismo si accompagna il masochismo. Chi tortura amerebbe, in fondo, essere torturato; e forse, torturando la sua vittima, tortura in qualche modo se stesso. In effetti, non ti mancano le insicurezze, le paure, se non, addirittura, i terrori. Il tuo scetticismo è una maschera  per nascondere una disperata voglia di credere, una disperata voglia di amore. E, ancorché curioso, sei diffidente, sospettoso, ansioso. D'un'ansia che è di conoscenza ed è, insieme, paura della conoscenza. I misteri, rivelati, possono distruggere chi li svela. Ed è un'ossessione, la tua, per il mistero, per l'aldilà, per ciò che è oltre, per ciò che è nel baratro, nel profondo dell'Abisso che temi e pur ti attrae. Insomma, subisci il fascino perverso del Nero. E si agita, nel tuo interno, questo inferno. Mentre fuori ostenti sicurezza, ti mostri spavaldo.
E sei intransigente, ostinato, non duttile. Solo tu sei nel giusto. E guai a chi ti contrasta. Magari, al momento, non fai storie. Ma – memoria elefantina – dopo vent'anni, magari, affondi il tuo pugnale nel cuore colpevole d'averti avversato tanto tempo fa. Sei vendicativo, egocentrico, collerico, irritabile, oppressivo, passionale e possessivo. Sei geloso: morte a chi ti tradisce e a chi ti ruba persone e cose. E due, per te, sono i pesi; e due le misure. Tu puoi fare il tuo comodo; puoi avere cento, mille amanti. Non il tuo partner.

Partner. Unione. Accoppiamento. Sesso. L'altra parola-chiave. Sesso che – si sa – è strettamente legato alla morte. Eros e Thanatos vanno spesso a braccetto. E anche qui sei eccessivo. Nessun compromesso. E allora ci può essere il rifiuto della carne, l'astinenza, l'astensione più assoluta, l'ossessione della purezza, la castità più glaciale. E forse anche gioca l'intricato rapporto tra erotismo e misticismo. Oppure c'è l'abbandono alla corrente della lussuria, la centralizzazione del Ventre. E il dissolvimento attraverso quello che, altrimenti, può essere mezzo di conoscenza. Eh sì. Dissolvimento. Perché non rifuggi dal traviamento, dalle distorsioni, in un bagno di pornografia mascherata da liberazione. Vedi la luce. Ma è solo rossa. Certo, proclami: "Affermo la mia libertà anche nel Male; proprio scegliendo, liberamente, il Male" Sì, mio ingenuo. Libera può essere la tua scelta. Ma se ogni vera scelta è libera, non ogni scelta è liberante. E ti riduci a scegliere una schiavitù piuttosto che un'altra. Ragionamento contorto? Forse. Come contorta è la tua mente.
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