Settimanale di notizie, approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali.

Follow Us

Giro del mondo solidale

Viaggio intorno all’Uomo

06 Settembre 2013 di  Riccardo Rossi

Non vedente, Alessandro Bordini gira il mondo trasportato dalla solidarietà. In cinque mesi ha attraversato l’Africa. Il prossimo anno sarà in Asia, Oceania e Americhe. Una sfida alle barriere architettoniche e al muro dell’indifferenza.

Viaggio intorno all’Uomo
Vuole dimostrare alla gente che nel mondo c’è tanta solidarietà.  Alessandro Bordini è un giovane ventisettenne  di Verona, che ha deciso di girare il mondo solo con il suo bastone e un i-phone per dimostrare che riceverà tanti aiuti. Alessandro è non vedente.

Sono oltre cinque mesi che viaggia nel continente africano, ben ventiquattro paesi, con taxi collettivi, bus e ogni volta che arriva in un posto non passano dieci secondi che c’è ale 20e 20bimbaqualcuno che lo aiuta a spostarsi. “E’ incredibile- spiega Alessandro- non ho nemmeno il tempo di arrivare in una città che dopo pochi secondi ho chi mi accompagna, se così non fosse per me sarebbe impossibile muovermi in Africa che è piena di barriere architettoniche. Certo, in tante occasioni dopo avermi accompagnato, mi chiedono un regalino, ma dobbiamo pensare che in molti di questi paesi c’è grande povertà. In tutto il Sudan invece non mi è capitato nemmeno una volta che dopo avermi aiutato mi abbiano chiesto qualcosa”. In qualche occasione è addirittura capitato che alcune persone, cogliendo lo spirito del viaggio di Alessandro lo hanno aiutato anche a sostenere le spese.  Una signora ghanese, quando il giovane non vedente era in Costa D’Avorio, prima l’ha aiutato a sbrigare le pratiche burocratiche alla dogana e poi gli ha pagato il taxi dicendo: “ Tu hai ancora tanta strada da percorrere”.

Un altro bel gesto è venuto da una ragazza africana che gli ha trovato un ostello dove dormire e gli ha offerto  la cena. Il giorno dopo  si è accertata che fosse sul taxi e poi voleva anche regalare del denaro ma  Alessandro ha detto no,  perché aveva già fatto tanto. “Tutti questi paesi africani mi stanno lasciando bei ricordi- spiega il giovane- sto incontrando tantissima solidarietà. Ho notato che ci sono tante difficoltà per chi è disabile, marciapiedi che spariscono, grosseAle 20in 20aereporto buche e mancano per i non vedenti i bastoni per aiutarsi a muoversi e le tavolette braille, anche le sedie a rotelle e tanti altri ausili sono molto rari. Ho visitato in tanti Stati dei centri che sostengono chi è disabile, ma hanno pochi strumenti (sedie a rotelle, bastoni, stampelle) e allora ho pensato di far nascere un’iniziativa “Help me to help” (“aiutami ad aiutare”) per spedire un container di aiuti per disabili”.

Alessandro ha individuato a Dakar in Senegal, l’associazione FDAPH, quartiere di Pikine, dove inviare un “carico” di ausili per persone diversamente abili. Quest’associazione in Senegal accogale 20sorrisolie disabili in sedie a rotelle e altri ausili sarebbero molto utili per la gente che ospita. La caparbietà di questo ragazzo è ammirevole, per due anni ha messo da parte i soldi per questo viaggio e con la sua sola pensione d’invalidità si è lanciato in questa impresa, un giro del mondo per dimostrare a tutti noi che c’è tanto bene su questa terra. Il giovane prevede di stare in viaggio per un altro anno, prossimo continente da percorrere l’Asia, per poi passare per l’Oceania e le Americhe. Alessandro Bordini ci sta regalando tanta speranza e voglia di impegnarci per cambiare la vita di tanti disabili che non hanno aiuti. Qui in Italia ci lamentiamo, ma pensioni d’invalidità, ausili, dopo tante difficoltà arrivano (nell’Italia meridionale funziona molto peggio l’assistenza per un disabile), invece in tanti paesi poveri non sono previste. Diamoci da fare, aiutiamo questo giovane nel suo sogno di aiutare i disabili dei paesi svantaggiati o se abbiamo altre strade, percorriamole: è arrivato il tempo per creare un mondo migliore.
Riccardo Rossi
© goleminformazione.it - riproduzione vietata
Riccardo Rossi
Riccardo Rossi
Informazioni sull'autore

Qualche anno fa, Giuseppe Messina (un missionario), Giuseppe Motta (un imprenditore) e Riccardo Rossi, (un addetto stampa), scoprono di avere un desiderio comune: quello di creare un giornale di buone notizie. Che non fosse soltanto un magazine, ma un vero e proprio promotore di carità, di speranza e di gioia. 
Hanno ancora un sogno: quello di donare un po’ di Gioia e di seminare solidarietà.
La Gioia onlus è una associazione non lucrativa, di utilità sociale. L’associazione, nell’esclusivo perseguimento di solidarietà sociale, si propone lo svolgimento nei settori dell’assistenza sociale, beneficienza, istruzione e formazione; della cultura, dell’arte, dei diritti civili, della natura e dell’ambiente. Essa nasce con l’intento di promuovere la diffusione nella società in generale, e tra le persone deboli ed emarginate in particolare, del rispetto dei valori umani, dell’osservanza dei buoni costumi, della cultura dell’amore, dell’amicizia, della solidarietà attraverso la pubblicazione e distribuzione gratuita di giornali e riviste principalmente in istituti penitenziari, ospedali e scuole, nonché la promozione di studi, ricerche ed iniziative, conferenze e congressi, seminari e gruppi di studio. L’associazione, inoltre, svolge attività nei settori della cultura, dell’istruzione, della formazione e della carità.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Video correlati

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e di Google Analytics. Clicca sul bottone "Accetto" o continua la navigazione per accettare. Maggiori informazioni