A 60 anni dal suo arrivo in Italia, Clare Booth Luce, prima ambasciatrice Usa a Roma per l’attuazione del piano Marshall e storica editor di Vanity Fair, rivive in un documentario dal titolo “Clare, un ambasciatore a Roma. 1953-1957” che sarà proiettato giovedì 10 ottobre alle ore 15 presso il Centro Studi Americani della Capitale. Il docu-film, che aprirà Diplomacy, il festival della diplomazia (Roma-Spoleto dal 9 al 18 ottobre), nasce da un’idea di Pasquale Alfieri e Giorgio Bartolomucci, con la regia di Alessandra Bonavina ed è stato prodotto con il patrocinio dell’Ambasciata Americana a Roma.

Clare Boothe Luce, prima ambasciatrice Usa a Roma nel 1953 per l’attuazione degli interventi del  Piano Marshall in Italia è stata anche figura poliedrica di donna anticipatrice di moda. Da editor di Vanity Fair e inviata di Vogue ad autrice del bestseller The Woman, la caustica commedia portata sui palcoscenici di tutto il mondo e da cui è stato tratto anche un  film di successo.

La stilista newyorkese Isabella Ayoub con il brand Magrì ha dedicato a Clare Booth una borsa celebrativa: Lady Clare.
La handbag Lady Clare sarà presentata in anteprima durante la presentazione del documentario che ripercorre  la vita e la carriera di Clare Boothe Luce che con il suo gusto ha raccontato e trasferito i valori della grande moda americana degli anni ‘40 ai grandi sarti italiani come le Sorelle Fontana e Gattinoni, che furono ispirati dalla sua  personalità e dal suo stile.

Alla Luce si deve anche il sostegno alla nascita della Hollywood sul Tevere e al Festival di Spoleto con il maestro Menotti che proprio grazie ai fondi fatti arrivare dalla diplomatica vide decollare la sua idea.
Clare Boothe sposò in prime nozze George Tuttle Brokaw, ricco erede di una catena di abbigliamento di New York, dal quale ebbe una figlia: Ann. Dopo il divorzio nel 1929, intraprese la carriera giornalistica. Lavorò nella rivista di moda Vogue e, nel 1931, assunse la direzione di Vanity Fair, periodico di costume, cultura, moda e politica.
Nel 1935 sposò in seconde nozze Henry Luce, fondatore ed editore di alcuni tra i più importanti periodici americani, quali TIME, Life e Fortune.
Dal 1953 al 1957, fu nominata dal Presidente Dwight Eisenhower, ambasciatrice statunitense in Italia.

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