La nuova proposta legislativa in materia di voluntary disclosure, per avere efficacia anche in termine di gettito, deve salvaguardare i diritti dei contribuiti che decidono di far emergere gli asset detenuti all’estero.
Nel segno della continuità del lavoro svolto finora, si è insediato oggi a Roma il gruppo  Voluntary disclosure della commissione per le problematiche tributarie del Consiglio nazionale Forense, coordinata da Antonio Damascelli.
Ed è entrato nel merito  di  proposte migliorative alla proposta di legge in discussione al Parlamento.

Il Comitato, del quale fanno parte avvocati impegnati in diversi ambiti professionali, ha lavorato sulle proposte di legge a firma dell’onorevole Causi e dell’onorevole Capezzone, che ripropongono, con alcune modifiche ed integrazioni, i contenuti dell’articolo 1 del Decreto Legge 4/2014 “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale”.

Tra gli aspetti innovativi indicati dall’Avvocatura, che saranno inviati al comitato ristretto costituito in seno alle commissioni finanze di Senato e Camera, si segnala l’estensione della non punibilità a tutti i reati dichiarativi e non previsti dal decreto 74/2000 (Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi) nonché ai reati a questi connessi.

Particolare rilevanza viene attribuita anche alla proposta di soppressione dell’articolo 5-septies, che ha introdotto il nuovo reato di esibizione di atti falsi e comunicazioni di dati non rispondenti al vero.

Attraverso questi  interventi l’Avvocatura intende rendere tecnicamente attuabile il testo di legge, favorendone la sua applicazione.

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