Stati Uniti, Germania e Svizzera studiano da anni un treno siluro, ma i progetti sono fermi per carenza di fondi. I soldi non sembrano essere però un problema per la Cina che in pochi anni è diventata la prima potenza mondiale per la ferrovie ad alta velocità.

 È cosi che, non accontentandosi di conquistare e preoccupare il mondo, la Cina vuole anche meravigliarlo proiettandosi nella fantascienza e annunciando che per il 2013 sarà possibile testare, non solo in laboratorio, il primo treno capace di raggiungere una velocità di mille chilometri all’ora. Intanto, lo scorso novembre, a Bengbu, nella provincia orientale dell’Anhui, è stata montata l’ultima rotaia della linea ferroviaria veloce Pechino-Shanghai. La linea entrerà in funzione a breve, ma come annunciato dallo Shanghai Daily dal 20 marzo scorso, sono cominciati i test per verificare la tenuta del treno ad alta velocità e per evidenziare e correggere eventuali problemi entro il 20 giugno, data per la quale è previsto l’avvio ufficiale delle corse. La nuova linea ferroviaria si snoda per 1.318 Km ed attraversa ventiquattro stazioni distribuite in quattro province e tre municipalità. Queste aree ospitano il 25% della popolazione cinese e sono le zone in cui viene prodotto circa il 40% del Pil del Paese. Questi motivi, aggiunti ad una questione di prestigio internazionale, hanno indotto il governo cinese ad investire nel progetto 220 miliardi di yuan, pari a circa 24 miliardi di euro. Una volta entrata in funzione, i collegamenti tra Pechino e Shanghai saranno ampiamente velocizzati. Al momento i treni impiegano dalle 10 alle 18 ore per percorrere gli oltre 1.300 km che separano la capitale politica (Pechino) da quella economica (Shanghai) ciò significa che la nuova linea ultra veloce ridurrà sensibilmente i tempi di percorrenza portandoli a poco più di 4 ore. Attualmente i treni ultra rapidi possono viaggiare su un percorso di 7.055 km ed il progetto ne prevede un ampliamento fino a 13.000 Km entro il 2012 che dovrebbero divenire 18.000 entro il 2020. Il completamento della rete ferroviaria cinese rischia tuttavia di essere compromesso a causa del recente scandalo di mazzette e tangenti che ha coinvolto il ministro della ferrovie Liu Zhijun, che è stato rimosso dal suo incarico per “gravi violazioni disciplinari” formula che, nella lingua cinese, viene generalmente utilizzata per indicare atti di corruzione, reato per cui è prevista la pena capitale. Sembra che il ministro abbia intascato tangenti milionarie permettendo la costruzione della rete ultra-rapida con materiali scadenti che potrebbero compromettere la sicurezza dei passeggeri. Il nuovo ministro delle ferrovie, Sheng Guanzu, ha assicurato comunque il suo impegno a portare avanti il progetto, garantendo la sicurezza dei trasporti. C’è dunque fermento e attesa per questi treni-siluro che aggiungono un tassello importante alla grande opera di cambiamento che giorno dopo giorno vede la Cina trasformarsi da nazione agricola a Paese urbanizzato, e che ha come fine ultimo la creazione di megalopoli da ottanta milioni di abitanti entro il 2030. Cittadini e uomini d’affari che presto, promettono i cinesi, potranno spostarsi su vagoni da mille chilometri all’ora.

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