Solo un intenditore d’arte sa riconoscerla e apprezzarla, solo lui è sensibile a questo genere d’oggetti. Ora, l’Arte Contemporanea ha subito e continua a subire beffardi attacchi di ogni genere, e per questo richiama a sé un pubblico che è possibile definire di nicchia. Tuttavia, consideriamo che per tutte le cose di difficile comprensione la soluzione più facile è quella di attaccarle, in questo caso deridendole.

Ma l’emozione che un intenditore d’arte prova, dopo averne compreso il valore, di fronte ad una stampa d’autore, è veramente unica; un’emozione che coloro i quali prendono la strada più facile (la derisione) si precludono malamente.

Casi celebri di artisti celebri

Ebbene, è degli ultimi anni una crescita d’interesse particolare per questo genere di manufatti artistici, al centro di aste sempre più affollate. Prendiamo per esempio le discutissime creazioni del britannico Damien Hirst, praticamente un simbolo di quanto dicevamo prima. Le sue opere hanno conosciuto un notevole incremento di valore dopo il suo primo grande successo, avvenuto nel 2004 con The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living.

Hirst era un artista noto, ma non così noto fino al 2004. Quell’opera lo rese l’artista vivente più caro al mondo, secondo solo a Jasper Jonas. Jasper Johns, già, è un altro illustre rappresentante della grandezza dell’arte concettuale, che il nativo della Georgia contribuisce a fondare attraverso il New Dada. Grazie al suo lavoro sull’idea di immagine, trasposto nella sua opera principale, Flag (1983), il suo valore nel 2014 ha raggiunto quota 36 milioni di dollari, relativi proprio a Flag. (Il record di vendita all’asta all’inizio degli anni Novanta era di 15 milioni e apparteneva a Johns stesso).

Ma, a proposito di New Dada, non sono da dimenticare le combine-paintings di Robert Rauschenberg, considerato, assieme a Jasper Johns, tra i precursori della Pop Art.  Le quotazioni di mercato delle sue opere gravitano stabilmente su più milioni di dollari, e celebre è il caso della sua Canyon, una combinazione di pittura e scultura che comprende un’aquila calva imbalsamata, il simbolo degli U.S.A. protetto per legge. L’opera è per questo ritenuta invendibile, ma ciò nonostante l’Internal Revenue Services l’ha valutata in ben 65 milioni di dollari.

Un altro esempio? Banksy. Il maestro della Street Art, colui che ci fa respirare una inebriante boccata di profumo artistico direttamente nei nostri luoghi quotidiani, le strade, è in mostra a Roma proprio in questi giorni (“Guerra, Capitalismo & Libertà” – Palazzo Cipolla). Banksy è l’emblema di un arte in contrasto con il commercio: una sua opera, Flower Girl, aveva un valore stimato fra i 150.000 e i 300.000 dollari, ma essendo realizzata su un muretto in mattoni di una proprietà privata, l’artista non ha avuto diritto ad un solo centesimo.

Casi meno celebri, di artisti celebri

Senza scomodare somme improponibili ai più, le aste del nostro paese sono ricche di opportunità a buon mercato ma dal grande valore artistico. Fra gli artisti più accessibili, protagonisti di aste recenti della Maison romana Minerva Auctions, ricordiamo Alberto Burri venduto per 4.375€ (Presenza grafica), Joan Mirò con Fundacio Joan Mirò (2.000€), Island Plate di Sam Francis a 1.125€.

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