ROMA. Torna a Roma ‘Heviya Azadiye – Speranza di Libertà’, il Festival del cinema curdo organizzato dall’Associazione Europa Levante con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura, arte e sport della Regione Lazio ed il contributo della Provincia di Roma, Assessorato alle politiche culturali. Il festival, giunto alla V edizione, che sarà inaugurato alla Casa del Cinema, si terrà dal 16 al 20 gennaio al Nuovo Cinema Aquila.
Oltre 25 le proiezioni in programma, tra lungometraggi, cortometraggi e documentari d’autore; 10 Paesi coinvolti, tra cui Iran, Iraq, Turchia, Francia, Germania, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Belgio e Svizzera, opere in anteprima nazionale, reading e incontri culturali tra cui un focus sul ruolo della donna nella cultura curda, sui tesori archeologici della Mesopotamia e sulle tradizioni musicali del Kurdistan, e la commemorazione della curdologa Mirella Galletti, membro attivo dell’Istituto curdo di Parigi fin dalla sua fondazione nel 1983, scomparsa nel settembre del 2012.
Il 14 gennaio al Teatro Valle ci sarà un’anteprima del primo film curdo Zare realizzato in Armenia nel 1926. Zare è un film muto e sarà accompagnato dalla musica della musicista e cantante curda Tara Jaff che musicherà la pellicola con la sua arpa. Il 16 gennaio, inoltre, presso la Casa del Cinema critici e registi curdi e italiani discuteranno del passato, del presente e del futuro del cinema curdo e verrà ricordato il regista curdo Yilmaz Guney. Quest’anno è previsto anche un evento speciale dedicato alle scuole di cinema curde, durante il quale saranno presentati i lavori dei giovani studenti e saranno realizzati scambi e dibattiti con le scuole di cinema di Roma, ed in particolare con la scuola Gianmaria Volontè della Provincia di Roma. Il programma contiene anche 4 serate-evento che coniugano cinema, musica e danza che si svolgono nell’area provinciale di Roma, ed in particolare nei comuni di Civitavecchia, Castel Madama, Ardea e Monterotondo. La chiusura del Festival, prevista per il 21 marzo, giorno del Capodanno curdo, è organizza in collaborazione con il Centro artistico-culturale ‘Dicle-Firat’ di Diyarbakir e con il Centro Culturale della Mesopotamia di Istanbul, che proporranno le migliori tradizioni musicali e coreografiche della tradizione curda e della Mesopotamia. “Il festival – spiega la direttrice artistica Hevi Dilara – ha l’obiettivo di far conoscere la cultura e la filosofia di vita millenaria del popolo curdo al pubblico italiano e rafforzare interculturalità tra i rifugiati e territorio nazionale. Tra le tematiche: il rispetto dei diritti fondamentali, la libertà di pensiero, di stampa, la questione femminile, le identità e le culture negate e, allo stesso tempo, la ricerca delle radici culturali del popolo curdo attraverso la musica, la poesia, l’archeologia e la narrazione orale”.
“Con questa manifestazione, – ha affermato Cecilia D’Elia, assessore alle politiche culturali della Provincia di Roma – abbiamo voluto proporre al territorio un’opportunità di incontro con un mondo ricco di arte e di cultura, e profondamente impegnato nell’affermazione dei propri diritti, primo fra tutti quello di essere portatori di una storia e di una identità culturale, repressa per secoli, che si declina attraverso molteplici volti, dalla musica alla letteratura, alla poesia, all’archeologia”. “Il cinema curdo-ha detto ancora D’Elia – rende testimonianza, tra l’altro, di una profonda attenzione al mondo delle libertà femminili e alla cura delle giovani generazioni, motivi per cui va particolarmente incoraggiato e sostenuto”.
Da parte sua, invece, Arturo Salerni, presidente di Europa Levante, ha manifestato l’apprezzamento “per la disponibilità manifestata in questi anni dall’assessorato alle politiche culturali della Provincia di Roma alle espressioni artistiche delle realtà dei cittadini migranti e dei rifugiati presenti nel nostro territorio, ed in particolare alla vicenda ricca e drammatica del popolo curdo”.

 

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