Di oggi la notizia della chiusura del reparto di Emodinamica del Sant’Eugenio, inaugurato solo un anno fa. Si parla di circa una settimana per ristabilire l’ordine. A quanto pare il reparto sarebbe stato aperto nel 2006 senza le dovute autorizzazioni regionali.

Alcune attività non erano perfettamente a norma, dalla pulizia, alla scarsa manutenzione, alla trasformazione dei locali.  

 

   

Come è stato possibile aprire un reparto senza le dovute autorizzazioni?  E’ un segno di mancata trasparenza delle procedure? E’ possibile dover chiudere un reparto per mancanza di manutenzione? Questo è quello che si chiede il Codici, esprimendo anche il pensiero di molti cittadini.  

   

L’associazione ormai da tempo si batte contro gli inutili tagli lineari e nella lotta agli sprechi, avanzando proposte chiare e concrete, come quelle esposte qui di seguito (il documento completo è disponibile cliccando sul seguente link):  

  • ·        Costo  del  personale  medico:  questa  voce  occupa  il  maggior  peso  percentuale nella composizione della spesa sanitaria, pari al 34,6%. Essa assorbe il 50% del totale della spesa ospedaliera.
  • ·        Accesso alle prestazioni e alle liste d’attesa.
  • ·        Integrazione nel circuito CUP di tutte le strutture che erogano servizi sanitari, sia pubbliche che private.
  • ·        Intramoenia: l’attuale gestione dell’attività professionale intramuraria contribuisce decisamente all’allungamento dei tempi d’attesa. Occorre  pertanto  rivedere  la  gestione  dell’attività  professionale  intramoenia,  subordinando  la  sua concessione al conseguimento effettivo della riduzione delle liste di attesa. Come vuole la legge!
  • ·        Riordino della rete ospedaliera e riorganizzazione dei servizi territoriali.
  • ·        Riorganizzazione del servizio di emergenza sanitaria 118.
  • ·        Spesa farmaceutica: alla luce degli ultimi scandali, le cosiddette “farmatruffe”, si rende necessaria un’intensa attività di monitoraggio per il controllo delle  prescrizioni.
  • ·        Taglio drastico delle onerose consulenze di dubbia utilità.

“La vicenda è totalmente contraria alla politica della lotta agli sprechi a cui l’associazione invita ormai da tempo – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Spendere meglio dovrebbe essere un imperativo comune, vista la drammaticità delle condizioni della sanità italiana, invece abbiamo un caso di dispersione di risorse e ipotetica mancanza di trasparenza nelle procedure, che non fa altro che aggravare una situazione già preoccupante”.

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