Si è conclusa martedì scorso la visita del re Felipe di Spagna in Marocco, prima tappa all’estero del neo capo dello stato spagnolo dopo il Vaticano, dove il 30 giugno scorso è stato ricevuto da papa Francesco.

Il re del Marocco, Mohammed VI, ha accolto all’aeroporto di Rabat l’omologo spagnolo e ha organizzato per lui una festa ufficiale con tanto di cavalli della guardia reale marocchina e di ingresso nel palazzo reale dalla porta principale.

I due sovrani hanno discusso dei rapporti tra i loro due paesi. Questa visita infatti, fanno sapere i media di Rabat, “è stata l’occasione per infondere un nuovo slancio alle relazioni bilaterali e sigillare una partnership strategica per il futuro nell’interesse dei due popoli confinanti. Questo viaggio, il primo in un paese africano e arabo dopo l’ascesa al trono del sovrano spagnolo, avviene in un momento in cui i rapporti tra i due regni sono rosei e mostra il valore dato dalla Spagna allo sviluppo dei rapporti di cooperazione economica e culturale con il Marocco”.

La visita giunge a pochi mesi dell’undicesima riunione ad alto livello marocchino-spagnola che nelle previsioni delle autorità di Rabat “sarà un ulteriore passo verso il rafforzamento delle relazioni bilaterali e permetterà di farle crescere a un livello superiore in linea con l’approccio strategico di re Mohammed VI e condiviso da entrambi i paesi per costruire una partnership strategica per i due popoli vicini uniti non solo dalla geografia, ma anche da una ricca ambizione storica condivisa”.

Il messaggio che Rabat vuole lanciare all’Europa, in particolare rafforzando i legami con Madrid, è di “essere un modello per l’apertura, la convivenza, la sicurezza e la stabilità politica, economica e sociale” considerate le tensioni che si registrano nella regione. I due sovrani hanno avuto modo di discutere anche di alcuni problemi comuni come quelli che riguardano il terrorismo. Alla vigilia di questa visita infatti il ministero dell’Interno di Rabat aveva riscontrato il pericolo di attentati nel paese, a causa dello sviluppo dello Stato islamico in Nord Africa. Allo stesso tempo, lo Stato islamico aveva minacciato la scorsa settimana in un video di colpire la Spagna affermando di voler liberare il paese iberico e tutti gli altri territori occupati, da Giacarta a all’Andalusia”. Secondo il quotidiano marocchino “al Masae”, i due sovrani “dovranno dimostrare che il progresso della democrazia, della cittadinanza e la tolleranza sono le principali armi per sconfiggere il terrorismo”.

Dopo aver focalizzato in passato la propria attenzione sull’America Latina, la Spagna si rende conto ora che il Marocco rappresenta la sua estensione culturale in Africa occidentale e centrale, considerati mercati dinamici che possono aiutare a raddrizzare l’economia spagnola. Infine un altro tema di discussione dell’incontro di oggi tra re Felipe e Mohammed VI è stato quello dell’immigrazione clandestina dall’Africa sub-sahariana verso l’Europa che passa tramite il Marocco e la Spagna. Ogni giorno infatti le polizia dei due paesi si trovano a cooperare per respingere gli assalti dei migranti africani alle due enclave spagnole di Ceuta e Melilla. Inoltre “la Spagna guarda con grande interesse alla nuova rivoluzione verde in Africa promossa dal Marocco perché Madrid è consapevole che il miglioramento della produzione agricola aiuterà le popolazioni africane rurali ed è quindi il miglior antidoto contro la pressione migratoria”.

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