Secondo l’Associazione nazionale avvocati italiani il recente disegno di legge delega di riforma del processo civile, pur presentando alcuni aspetti positivi, costruisce un argine assai fragile alle inefficienze e all’inflazione della giustizia civile. «Bisognerebbe adottare rimedi più incisivi e non ripetere gli errori del passato» ha dichiarato il presidente Anai Maurizio De Tilla.
«Il legislatore ha varato ripetutamente istituti processuali di nessuna validità ai fini della deflazione del carico giudiziario. Istituti che si sono rivelati subito inidonei e per questo ben presto abbandonati».

De Tilla elenca quindi i fallimenti: «Annullata la norma che imponeva che il procedimento di appello doveva intendersi abbandonato ove non venisse presentata un’istanza per la sua prosecuzione. Annullato, altresì, il meccanismo del “quesito di diritto” in Cassazione interpretato dai giudici in maniera discorde ed ingiusta.

Il successivo filtro in Cassazione ha rivelato l’assenza di concretezza, stessa sorte negativa ha avuto il filtro in appello di cui si propone l’abrogazione nel disegno di legge delega. L’opera legislativa si è rivelata un disastro sul piano degli interventi processuali. Di qui l’importanza delle proposte avanzate dall’avvocatura tese ad attribuire agli avvocati funzioni sostitutive dell’attività dei giudici».

L’ANAI propone un pacchetto di innovazioni legislative che porterebbero sicuramente ad una forte deflazione del carico giudiziario, con risparmio di risorse.

De Tilla illustra così le proposte: «Chiediamo che vengano autorizzati gli avvocati ad emanare decreti ingiuntivi (non esecutivi), notificare convalide di licenza e di sfratto per finita locazione e per morosità, svolgere direttamente, anche in sede di negoziazione assistita, la fase di accertamento tecnico preventivo, esercitare un potere di certificazione in alcune materie di volontaria giurisdizione.

I decreti ingiuntivi e le convalide potranno essere impugnate davanti all’autorità giudiziaria nei termini perentori di quaranta e trenta giorni. La esecutorietà dei provvedimenti sarà sempre di competenza del giudice.

La correttezza e la trasparenza degli atti compiuti dagli avvocati sarà assicurata dall’attribuzione ai Consigli dell’Ordine di funzioni di autorizzazione generale, di tenuta di registri, di nomina di consulenti ed esperti. Il tutto dovrà essere garantito e sostenuto da una piattaforma digitale comune e sinergica con la Giustizia».

L’ANAI prevede che, con la proposta effettuata si potranno sottrarre al carico giudiziario almeno mezzo milione di procedimenti all’anno.

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