Devo subito premettere che considero questo mio scritto, forse con un pizzico di immodestia, ma con una certa fondatezza, per quanto dirò, l’ANELLO MANCANTE per chiudere il cerchio dopo tutto quello che s’è detto.

I media, televisioni in testa, i blog, Facebook, Twitter ecc. hanno commentato e detto di tutto e di più su questa trasmissione che è stata definita nei modi più vari, da GRANDE PAGLIACCIATA a GRANDE EVENTO STORICO, ma quel che è certo, è stata vista da circa 9 MILIONI di spettatori.

Non c’è, non ci sarebbe, in effetti, null’altro da dire se non varcare, sempre con l’accompagnamento del sottofondo dell’ironia, come una colonna sonora, la soglia del surreale, che non guasta mai ed aiuta a vivere qualche momento di evanescente ma intensa leggerezza spirituale (ricordate “L’insostenibile leggerezza dell’essere”?) al di fuori del mondo della competizione e della gravità, della serietà o seriosità degli eventi, per poi tuffarsi, inevitabilmente, di nuovo in esso.
E speriamo che… uno Spirito-guida mi accompagni.

Condivido gran parte di quello che è stato detto, a volte con qualche contrasto ma, spesso e volentieri, più che altro in apparenza.
In sintesi non condivido affatto i commenti di coloro che hanno rivoltato la frittata, o, se preferite, hanno fatto rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta, decretando UNA SCONFITTA di Berlusconi, perdite in termini di sondaggi, sottolineature di difetti, bugie, inganni peraltro non “sgamati” nel corso della trasmissione, che quindi ha fallito il suo compito, se è così; ma questo non è stato evidenziato.
Insomma tutti i commenti ANTIBERLUSCONIANI per principio, per tradizione, per dovere di parte, senza alcun collegamento con la trasmissione; sulla quale quindi si è glissato, “è andata bene per definizione”. Ecco tutti questi io non li condivido.
Condivido, invece, tutti gli altri.

In particolare, sento di dover condividere quanto ha scritto Aldo Grasso su Vivicentro Network del 12.1. sui tre “macroscopici errori” (ma sono “errori” o è richiamo della jungla? Richiamo della folla?) commessi da Santoro:
1) Scaricare la giovane Giulia Innocenzi (e anche Luisella Costamagna direi) contro il vecchio marpione ha automaticamente creato l’effetto (deleterio) della spocchia e supponenza da una parte e l’esperienza e la saggezza da dispensare a piene mani, dall’altra.
2) La rigidità con cui il maturo conduttore si è attenuto alla solita tecnica del modello teatrale ingabbiato, mentre il “matusa” appariva aggiornato, a suo agio nella comunicazione rapida, efficace, alla twitter per intenderci, giovanile, maestro dell’improvvisazione.
3) La sua uscita dai gangheri quando Berlusconi ha letto la “lista della spesa” di Travaglio, senza accorgersi che era proprio quello che l’altro serafico, appena appena alterato ad uso delle telecamere, voleva. Magari se se ne stava, a sua volta, calmo e serafico, e, alla fine concludeva “… e con ciò?” Chi sa.

Parimenti condivido i commenti già pubblicati da GOLEM, dove si fa riferimento al derby che finisce in farsa, con Totò, Peppino e, perché no, ci aggiungerei Marco Travaglio nei panni della “spalla” Mario Castellani; o alla trasmissione trasformata in varietà, mentre doveva avere contenuti politici. Più crozzisti di Crozza per intenderci.
Mi trovano d’accordo commenti televisivi che hanno paragonato la “piazza” di Servizio Pubblico, che non è una piazza di Granada, né di Vienna, come, giustamente ha detto Santoro (forse voleva dire una “piazza pulita”, ma non c’è già la trasmissione di Corrado Formigli per questo? Boh!), ad un Circo Equestre, dove mancavano solo il domatore d’orsi e il mangiatore di fuoco. Il suonatore di trombone c’era, come dice nel suo sferzante editoriale il direttore Roberto Ormanni, che fa rilevare come il “nostro” non sottopone mai i suoi “progetti” al vaglio di vere voci critiche, ma solo ai consensi sperticati dei salotti compiacenti, ripetendo sempre le stesse promesse, alle quali non ha la minima intenzione di mettere mano (per il semplicissimo motivo che è faticoso. Ma chi glielo fa fare? Lui… ormai ha tutto e ha anche il carniere pieno di tutti gli anni che compongono la sua età; l’età di togliersi dalle scatole, per dirla soft). La bubbola della “prescrizione” poi! Ce ne sono altre, come si sa, e come si vedrà, ma questa è forte proprio.

Di fronte ad un sistema penale che prevede che SE C’E’ LA PROVA DELL’INNOCENZA l’imputato deve essere assolto nel merito, anche se il reato è prescritto, e che, A SEGUITO della dichiarazione di PRESCRIZIONE, RINUNZIABILE, sia ben chiaro dall’imputato (ma il Cavaliere si è ben guardato dal farlo), può aver luogo l’eventuale procedimento disciplinare conseguente al reato commesso, e il giudice può pronunziarsi sul risarcimento alle parti offese, il “nostro” insiste nel dire che la sentenza di applicazione della prescrizione equivale ad una sentenza di ASSOLUZIONE e non già ad una sentenza di RICONOSCIMENTO della COLPEVOLEZZA con la sola esclusione dell’applicazione della pena, almeno nella stragrande maggioranza dei casi: quando è già IN CORSO un processo cioè; essendo del tutto ovvio che non si può INIZIARE un processo penale, a fronte di un reato già prescritto (ferma restando la facoltà di chi si ritiene danneggiato di promuovere un processo civile).

Alla fine c’è una metamorfosi anche qui, nelle parole di Ormanni: il mascherone Berlusconi diventa il mascherone di Morra, un avvocato che aveva una certa notorietà, negli anni ’80 a Napoli, soprattutto per il suo parlare un po’ a vuoto, conseguente a pigrizia e un pizzico di svogliatezza e volontà di fare colpo sul cliente, che però si protraeva a lungo, proprio per coprire le magagne (era indubbiamente abile in questo); per cui, sudava di brutto, e alla fine, era “tutto una zuppa”, come lui stesso affermava.

Ma io ho intitolato questo mio intervento: Lo show di Silvio BERLUSCONI e AGOSTINO ‘O PAZZO.

Santoro, infatti ha esordito con un assolo che, per dirla bonariamente, lasciava il tempo che trovava o c’entrava come i cavoli a merenda, così come ‘O Paese d’o Sole tra Vienna e Granada, cioè alla Agostino ‘o Pazzo, appunto.

Due parole, a questo punto, si impongono, per spiegare chi è Agostino ‘o Pazzo, giacché molti, certamente non sanno chi sia o non lo ricordano.

Agostino ‘o pazzo, personaggio del popolo napoletano degli anni ’70, così detto per la sua abilità nel guidare le moto, paragonabile a quella dell’antesignano dei campioni del motociclismo italiano, Giacomo Agostini, al secolo Antonio Mellino, stuntman, antiquario, cuoco, aveva 17 anni quando era l’incubo delle agostino_o_pazzoForze dell’Ordine napoletane, che prendeva spavaldamente in giro, come forma di protesta per il frequente sequestro di motorini irregolari agli scugnizzi partenopei, e alle quali riusciva sempre a sfuggire negli inseguimenti ad altissima velocità guidando la sua 125 taroccata, attraverso gli strettissimi vicoli dei quartieri napoletani, il che gli valse l’appellativo “’o pazzo”.
Tutto questo durò una sola estate, ma fu così intensa l’emozione suscitata e trasmessa attraverso i media dell’epoca, che ancora se ne parla, per cui Agostino ‘o Pazzo, contro le sue stesse intenzioni, probabilmente, non è più, oggi, identificabile con una persona fisica, ma piuttosto con una categoria dello spirito.
Lo conobbi, verso la metà degli anni ’80, a Napoli, in occasione di uno dei vari processi per fatti soprattutto legati ad oltraggi e resistenze a Pubblici Ufficiali, che lo riguardavano (oggi è un rispettabile cittadino, gestore di un affermato ristorante), io ero Pubblico Ministero. Il Presidente del Tribunale gli chiese “ma come mai lei ha avuto tutta questa notorietà?” e lui rispose “E quello, basta che a Napoli una gallina piscia in mezzo alla strada, subito diventa famosa!”
Ecco, ho detto tutto.

Ora, se mischiamo un po’ le carte, il mio Agostino ‘o pazzo e il mascherone dell’avvocato, creatura di Ormanni, messi in prima serata su una Televisione nazionale di grande audience, fanno un DUO da scintille, di fronte al quale, gli attuali Ficarra e Picone, i Lillo e Greg, o i Soliti Idioti, devono solo andare a nascondersi e aspettare che passi la buriana.
Ma se Santoro è Agostino ‘o Pazzo e Berlusconi l’avvocato Morra, Travaglio chi è? Beh… può starci un Agostiniello ‘o Pazzariello?

I direttori delle reti TV, chiaramente, e con tutta evidenza, persone colte e seguaci di Erasmo da Rotterdam, devono essere state prese congiunturalmente da un raptus di contemporanea adesione all’”Elogio della Follia” e così, dopo l’esibizione del DUO Silvio Berlusconi e Pino Daniele che canta “Je so’ pazzo” ad Otto e ½ dalla Gruber (v. GOLEM della scorsa settimana), hanno ingaggiato Agostino ‘o Pazzo per proporre un nuovo show con la partecipazione straordinaria del mascherone Silvio /Morra.

Ma bando alle ciance e tiriamo un po’ le fila del discorso.
Diciamocela tutta, il miglior regalo in campagna elettorale al Mascherone Berlusconi, glielo hai fatto proprio tu Santoro trasformato in Agostino ‘o pazzo, saltellante, invocante, a tratti sbraitante; mentre lui, sereno, si crogiolava nel suo brodo. Invece di incazzarsi lui, come avresti voluto, ti sei incazzato tu, alla fine della fiera.

Il Caimano si è, a sua volta, trasformato in Colombella, grazie all’abilità dei conduttori dello show, capaci di un miracolo, addirittura, di fronte al quale impallidisce persino la resurrezione di Lazzaro. Non avete potuto sottolineare la stranezza, la strumentalità e la mistificazione di tale trasformismo, proprio perché lo avete provocato voi.
In tale veste, il Caimano/Colombella ha fatto la parte davvero del “grande imprenditore prestato alla politica”, fratello di tutti gli imprenditori e lavoratori in crisi, AFFOSSATI da MONTI in meno di un anno; il lunghissimo periodo di circa 20 anni, in cui ha governato lui, riducendo l’Italia ad una pezza da piedi, è “andato in cavalleria”, come si suol dire.

Amici miei, vi ha trattati proprio come scolaretti impreparati, un po’ teste calde, e vi ha stupitiato (“rincoglionito” in linguaggio napoletano moderato) di palle, tra le quali spicca quella della prescrizione, ma ve ne sono a iosa, senza che l’abbiate minimamente contraddetto, con argomenti seri (tralascerò di parlare della boutade sulla Merkel per carità di Patria – solo all’ assemblea di una bocciofila registrata da Tele-Condominio si può sostenere “la Merkel ti ha mollato perché parlavi al telefonino, mentre lei attendeva impaziente”).

Ci stava provando a lavorarselo ai fianchi, la Costamagna a proposito dell’impresentabilità delle sue frequentazioni, non proponibili come “neutrali”, bensì gravanti sull’economia dello Stato e la credibilità di chi si trovava ai vertici della politica italiana, ma, non so perché (qua c’è qualcosa che ha a che fare con il dottor Jekyll e mister Hyde), caro Michele Santoro/Agostino ‘o pazzo l’hai zittita; così come hai inchiodato Travaglio alla sua sedia perché il Mascherone te lo ha espressamente ordinato, per guardarlo in faccia mentre lo sputtanava. Ma in quale trasmissione si è visto mai!

Lo avete maldestramente incalzato (e anche qui parlo al plurale per riferirmi ai responsabili della trasmissione, ma soprattutto allo sdoppiamento Michele/Agostino di stevensoniana memoria) sul suo piatto forte (sul fatto ca tene ‘na capa tanta e i cazzi suoi se li sa guardare bene, non ci piove. Che senso ha andare all’attacco della Bastiglia su questo punto? Non c’è Bastiglia qua, ma solo l’ologramma della Bastiglia, e ci siete cascati come pere cotte).

Sulle magagne, invece, gli avete lasciato vita facile; ha potuto nuovamente arare il solito terreno dei “giudici persecutori”, dei “comunisti che ce l’hanno con lui per invidia”, della “impossibilità di governare se non si cambia la Costituzione e non si danno pieni poteri al Premier (lui naturalmente)”.
Domande meditate e fondate, niente! Niente sui suoi (strani) rapporti con Gheddafi e con Putin; niente sui rapporti e privilegi concessi alla Chiesa, nonché cessioni di Sovranità al Vaticano, sulla legislazione interna italiana, soprattutto con riguardo alle famiglie, e sulla sostanziale impunità per i crimini, e non solo di pedofilia, commessi dai piccoli e grandi prelati, in cambio di appoggio politico (sottobanco, s’intende). Vi siete persi su “chi ha studiato all’Università”, “chi ha studiato ai Corsi Serali” ecc. perché… chi non ha studiato c’adda fa’? adda muri’?
Bella lezione, allora, vi ha dato l’onorevole Trota Bossi che con il CEPU è diventato Consigliere Regionale della Lombardia, non del Ruanda Urundi (anche se tra poco, con Maroni, a sua volta sdoppiato in schütze/zampognaro, che Dio non voglia! Ci arriveremo).

Quando ha detto che è partito da ZERO e ha creato un Impero, qualcuno gli ha chiesto, per caso: “scusi ma chi ci ha messo i soldi per Milano 2 e Telealto Milanese (da cui deriva Canale 5, che si è trascinato appresso tutto il resto)”? Oppure “che incidenza hanno avuto nella «creazione dell’Impero», corruttele e ricatti, imbrogli, raggiri, evasioni fiscali, ecc.”?

Quando ha sposato la causa dei piccoli e medi imprenditori, in una delle zone più industrializzate d’Italia, ridotti alla canna del gas, e successivamente, in modo disinvoltamente contraddittorio, ha fatto rilevare la solidità dell’economia italiana, gravata da circa 2000 miliardi di passivo (debito pubblico), ma forte di 8000 miliardi di attivo, un Santantonio gli avesse fatto notare la discrasia e gli avesse chiesto “come lo spiega?” o meglio gli avesse obiettato “allora è di tutta evidenza che è la Politica che non ha funzionato qui, e, in particolare, le scelte politiche che lei ha fatto per circa un ventennio; non c’entra proprio niente l’Europa qui”.

Anche quando ha pesantemente attaccato Travaglio, perché non lasciarlo andare fino in fondo e poi osservare, con calma e dignità, qualcosa come “ che cosa c’è? Vedi il fuscello nell’occhio del tuo interlocutore e non vedi la trave in quello del tuo servo Sallusti? Si sa che l’Italia è tutta da riformare dopo essere stata ingessata per 20 anni, ed anche la libertà e correttezza di stampa, argomenti delicati e fondamentali, richiedono una urgente e congrua riforma. Travaglio non è certo San Francesco d’Assisi e ha anche lui le sue pecche. Tutto qui”.
Invece, caro Agostino ‘o Pazzo (in questo frangente ti sei proprio distaccato e allontanato dall’altra identità) ti sei trovato, addirittura, a dover difendere Sallusti, hai avuto anche il (barbaro) coraggio di dire “la diffamazione per un giornalista CI PUO’ STARE”, tanto da far impunemente insorgere l’altro, che ha urlato “Allora libertà di stampa vuol dire LIBERTA’ di DIFFAMAZIONE?”
Insomma il messaggio è stato, non già “da che pulpito viene la predica”, bensì “ sia benedetto il proclamatore dell’Editto Bulgaro, che ci ha liberato dai DIFFAMATORI!”
Che vergogna! Ti giuro mi sono vergognato io per te.

A tratti, per fortuna, sei ritornato il Michele Santoro di sempre.
Sei riuscito a strappargli che, nell’ambito dell’alleanza oscena dove, a prescindere dai programmi, dall’interesse del Paese, dalle prospettive future, ecc. ma con il solo intento di TENERE le mani sul POTERE, il PdL appoggia la Lega in Lombardia, in cambio dell’appoggio incrociato al PdL nelle politiche (ma il voto di scambio che roba è?), l’”alleato LEGA” non vale una cicca, per cui sarà sempre l’entourage di Silvio a decidere chi sarà Premier e la compagine governativa; così almeno i Leghisti di base, che sono meno bifolchi e tonti di quanto Maroni e Berlusconi credono, sanno bene e hanno ben capito che, in caso di vittoria dell’”oscena alleanza”, chi comanderà, detterà legge e avrà in mano lo scettro del comando, sarà sempre il Cavalier Mascherone e non già lo scudiero Zampognaro, e si regoleranno di conseguenza, voglio sperare.

E’ un po’ pochino, però.
Gli hai lasciato dire che l’Italia è in mano ai criminali comunisti, e non già ai mafiosi, agli evasori, ai ladri di Stato; anzi ha potuto pure dire, in tutta tranquillità e distensione, che il suo governo ha condotto la più grande offensiva contro la Mafia, dimenticando l’affaire Mangano e quello che disse Borsellino in proposito, il rapporto con Dell’Utri, imputato di Mafia, che anzi lui ha esaltato come galantuomo, le parole dei pentiti Spatuzza, Ciancimino ecc. e altre cosucce del genere.
Ha trattato i GIUDICI italiani, che possono essere certamente criticati, ma costituiscono la componente principale dell’Istituzione Giustizia, che va altrettanto certamente riformata (non credo proprio nel senso voluto dal nostro Mascherone), ma non abbattuta, come se fossero dei Lanzichenecchi, anzi LANZINECHECCHI (come dice un altro pesce del grande acquario del Berlusconismo), e te lo sei tenuto.
L’unica cosa che sei riuscito a dire mi ricorda “la gallina che piscia” del vero Agostino ‘o pazzo; hai detto “ma i giudici servono a dirimere le controversie”.
Qua ti ha graziato. Io nei suoi panni ti avrei risposto “beh che non servissero a lavare la biancheria sporca lo so anch’io”.

Gli hai lasciato confermare ciò che già disse in passato, e cioè che nel 2009, in Italia, i ristoranti erano pieni, gli alberghi, le crociere, le vacanze esaurite, il patatrac è accaduto dopo, con Monti (ma c’era ancora lui), dimenticando che quando lo disse, a suo tempo, il Mondo Intero ci rise appresso. Silenzio assoluto!

Sulla sua strana, ambigua, inversione di rotta (episodica e momentanea) sullo sdoganamento delle coppie gay, manco una parola; eppure puzza di messaggio trasversale ai nostri Padroni Vescovi, lontano un miglio.

E la grave offesa a Martin Schulz, te l’eri dimenticata?
Sul conflitto di interessi glisson completo.
Sul doppio G8, lo sciacallaggio del terremoto di L’Aquila e gli intrecci con la Bertolaso SpA, pseudo “Protezione Civile”, qualcuno ha detto qualcosa? Io non l’ho sentito.
Ho sentito ad un certo momento Tremonti che balbettava, ma mister B. ha messo a posto anche lui.
Forse un accenno al bidone dell’Alitalia? Manco per niente.
E sui processi in corso, e i loro riflessi sulla conduzione libera, democratica, liberale del Paese? Stessa sorte. Quest’ultimo argomento, tuttavia, mi dà spunto per un’ ultima riflessione, da qui a poco.
Sulla “fidanzata”, la “mascotte” e i “bunga bunga”… lasciamo perdere.

Ti sei ringalluzzito e hai dato di matto, ad un certo momento, stringendo i pugni e gridando “così mi piace! Così mi piace!” Cos’è, temevi che scemava la trasfigurazione in Agostino ’o Pazzo?

Mi fermo qui perché forse ho già troppo detto; perché nonostante tutto, io sono dalla tua parte, caro Michele, anche se dovrò digerire la tua fugace (ritengo) trasformazione in Agostino ‘o pazzo, che peraltro era ed è tuttora (credo) una simpatica persona; non sono certo dalla parte di quel Silvio che ti ha dato, e con te ha dato a tutti noi, cocenti bacchettate sui polpastrelli.
Ma quello che non deve più accadere, perché può anche essere divertente, ma dal punto di vista del tono delle discussioni, ma soprattutto della vita civile e democratica del Paese, e delle sue speranze, è insopportabile (come la stragrande maggioranza dei programmi televisivi Mediaset e, ahimé, oggi come oggi, anche RAI) è la concorrenza che è stata fatta ai vari Ficarra e Picone ed altri ai quali sopra ho fatto riferimento, da parte del DUO Agostino ‘o pazzo (al secolo Michele Santoro, accompagnato dalla sua équipe) e Mascherone Morra (al secolo Silvio Berlusconi accompagnato da Paolo Bonaiuti ed altri cani da salotto). Questo offende e ferisce oltre misura l’ascoltatore.

Peraltro io non credo, come invece molti ritengono, che tu ad un certo momento, abbia perso la testa, schiacciato dalla imponenza dell’evento mediatico che ti vedeva protagonista, o che abbia artatamente preferito l’audience alla verità dell’informazione e rilevanza degli argomenti da trattare.
Il problema è un altro: C’ERANO dei PALETTI che, alla fine, si sono rivelati l’ordito di una astuta trappola messa in piedi dall’altro soggetto del DUO (si sa che molto spesso, negli artisti che si esibiscono in coppia vige la pratica dei “fratelli-coltelli”).

In effetti ti sei lasciato scappare, ad un certo punto (a proposito proprio dei “processi” quando lui ha insultato Travaglio, se non ricordo male), che c’erano delle “regole”. Silvio, che, mi sembra lapalissiano, ti dà dei punti in furbizia ha abbozzato un disperato “quali regole?”, ma ormai la frittata era fatta.
Io vorrei ripetere quella domanda: “quali regole”? Solo per l’impegno a “non trattare del merito dei processi”, come hai affermato? O anche su altri argomenti da “trattare” o da “non trattare”? Forse anche sugli ospiti che dovevano essere presenti? E chi sa su quante altre cose.

Per fare la trasmissione, cioè, hai dovuto sottostare, o quanto meno, trattare dei CONDIZIONAMENTI dettati dagli emissari del Proclamatore dell’Editto Bulgaro col quale ti silurò, a suo tempo, unitamente ad Enzo Biagi (che certo si rivolta nella tomba) e Daniele Luttazzi (che si sarà pure perso nelle nebbie ma, credo neanche abbiate tentato di ritrovarlo).
Non credo sia stata una buona scelta questa (e non vale la scusa “non c’era altra scelta”. C’è sempre una scelta). Diciamo la verità, ti ha incastrato.

Tu, caro Santoro, le “regole” te le sei tenute! La fermezza sul RIFIUTO che cosa avrebbe comportato? Con tutta probabilità la trasmissione si sarebbe ugualmente fatta (troppo importante per lui apparire davanti a 9 milioni di spettatori, soprattutto se si tiene conto della regola corrente nella comunicazione “comunque si parli di me, purché si parli”), ma tu e gli altri dello staff, sareste stati più liberi e ne sareste usciti MOLTO, ma MOLTO meglio.
Devo io ricordare a te che tutti quelli che seguono la tua trasmissione, lo fanno perché danno per scontato che, in essa, ci si esprima con libertà, onestà intellettuale e genuinità di interventi?
E invece, che cosa scopriamo? Che “a volte” (ma quante volte e quali volte) possono esserci dei “paletti”, delle convenzioni, delle regole.
Come reagiranno adesso i tuoi spettatori e fedeli osservatori? Come potrai convincerci che non è (quasi?) mai accaduto prima, e mai più (o quasi?) accadrà.
Se, nella peggiore delle ipotesi, avessi iniziato la trasmissione lanciata dallo slogan “noi ci saremo comunque”, con la “letterina” indirizzata al cuore e alla mente del Popolo Italiano (non il subdolo foglietto piegato tirato fuori dalla tasca ad effetto) che diceva “non abbiamo accettato regole e condizionamenti e quindi l’onorevole Berlusconi non sarà ospite di questa trasmissione”, sai quanti applausi a scena aperta avresti preso? Sarebbe bastato questo a coprire buona parte del tempo e a far salire lo share.

Diciamo che, al limite, la trasmissione non si sarebbe fatta.
Uno smacco per te? Fino ad un certo punto, perché la figura di temerti l’avrebbe fatta lui e le tue quotazioni comunque sarebbero salite.
In ogni caso sarebbe stato meglio per quella grande fetta del popolo italiano che lotta, in alcuni casi in modo strenuo per i troppi torti subiti, CONTRO il BERLUSCONISMO; e non vorrai, ora dirmi, proprio tu, che hai preferito privilegiare il tuo “particulare” rispetto all’interesse della generalità alla quale la tua trasmissione, voluta e appoggiata da 100MILA sostenitori (tu stesso lo hai detto), si rivolge! Non ci potrei credere.

Il fatto che Bersani dichiara di non aver visto il programma, chiosa il SUCCESSO di BERLUSCONI.

Unica consolazione è che quel che accaduto (ma non credo faccia piacere a chi l’ha provocato) è anche un TEST.
Le quotazioni di Berlusconi, che, per quanto sopra detto, avrebbero potuto incrementarsi anche del 2-3% o più, sono, invece salite solo dell’1%. E questo per il semplicissimo, confortante motivo che non ce l’ha nelle gambe e quindi… comunque PERDERA’ LE ELEZIONI; che è, poi, ciò che davvero conta per un Paese per il quale le prossime elezioni sono troppo importanti perché possa affrancarsi dall’arretratezza e dalla miseria, sconfiggendo definitivamente il BERLUSCONISMO, una grande iattura, la più grande, forse, che si è abbattuta sull’Italia a cavallo tra la fine del XX secolo e il primo decennio del XXI, e cominciare a camminare verso un futuro dove ci sia LIBERTA’, GIUSTIZIA, LAVORO e CIVILTA’ di VITA per tutti, ed in particolare per i nostri GIOVANI ITALIANI.

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