Combattere l’ISIS non è facile, il terrorismo è un nemico invisibile e può farci esplodere il culo quando meno ce lo aspettiamo.

C’è chi si barrica dentro casa, chi evita i mezzi pubblici e a pochi giorni dal giubileo si è creato un improvviso vuoto pneumatico attorno a piazza San Pietro. L’unica speranza è reagire e presto arrivano a conforto le contromisure della politica internazionale.

È un sollievo sapere che negli Stati Uniti il regalo di Natale più gettonato sarà un fucile semiautomatico con mirino di precisione e caricatori supplementari. In mancanza di Chuck Norris, il primo ministro serbo Vucic ha invece chiamato Steven Seagal per addestrare i servizi segreti. Ma quello che spaventa di più i guerriglieri sunniti è certamente l’arma segreta di Alfano: il presepe.

Tra le tante mansioni del ministro dell’interno c’è anche quella di apparecchiare il presepe e da quest’anno Angelino sarà indaffarato a portarne uno in ogni prefettura d’Italia. L’annuncio è chiaro: “di fronte a chi pensa che cancellare le nostre identità serva a favorire il dialogo, oggi rispondiamo facendo fare la benedizione del nuovo commissariato di Jesolo al patriarca di Venezia”. Un rigurgito medievale che ci mette in pari con gli estremisti islamici? La riaffermazione del primato degli inventori delle crociate? Niente affatto, il vero piano di Alfano è di moltiplicare i bersagli dei terroristi per poter fare shopping natalizio indisturbato.

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