Tagliate di tufo, laghi, dolci colline, calanchi e borghi arroccati: questo è ciò che la via Francigena tiene in serbo per il ciclista che si mette in viaggio da Viterbo verso nord. Cento chilometri uniscono la città dei Papi con San Quirico d’Orcia, nel pieno dell’omonima valle, famosa per i caratteristici paesaggi collinari, dolci e rilassanti.

 

La bellezza di questo itinerario è data – oltre che dall’intrinseco fascino storico della Francigena – dalle continue variazioni paesaggistiche, difficili da trovare anche in pedalate della stessa lunghezza.

Dalle falde dei boscosi Monti Cimini si passa a strade romane immerse fra gli ulivi, si costeggiano laghi, formazioni geologiche caratteristiche, borghi, colli e fiumi e monti, fra cui il Monte Amiata, spesso coperto di neve, nella stagione invernale.

francigena_panoramicaUn itinerario da percorrere con tranquillità, vivendo ogni luogo e lasciandosi sedurre dai buoni ristoranti e trattorie tipiche che si possono trovare lungo il percorso. In prossimità di San Quirico d’Orcia, la stessa Cassia Nuova sembra fatta su misura per il ciclista, grazie a un basso livello di traffico e un manto stradale ottimo, che assicura un’ottima pedalabilità.

Per il Viaggio

Il ciclista e il cicloescursionista che volesse avventurarsi lungo questo itinerario deve tener conto della lunghezza dello stesso e del non indifferente dislivello cumulato, che può rendere preferibile dividere il percorso in due tappe. Da San Quirico d’Orcia inoltre è possibile raggiungere in breve il capoluogo di provincia, Siena, lungo una strada senza eccessive pendenze.

È consigliato l’uso di copertoni da MTB semi-stradali, ottimo compromesso che permette di affrontare bene sia i lunghi tratti di asfalto, sia i semplici sterrati che si trovano lungo il percorso. Valgono inoltre tutti i suggerimenti proposti nell’articolo precedente.

L’Itinerario, da Viterbo a San Quirico d’Orciafrancigena_viale_alberato

  • Lunghezza del Tracciato 100km

  • Dislivello Cumulato in Salita 1200m

  • Tempo Richiesto 7h c.ca, soste escluse

  • Difficoltà Tecniche pressoché nulle

La partenza è dalla stazione di Viterbo Porta Fiorentina. Da qui ci si dirige lungo Via Garbini, verso la tangenziale, svoltando sulla sinistra subito dopo il cimitero, verso le Terme libere del Bagnaccio, polle di acque termali all’aperto, accessibili a qualsiasi ora.
francigena_termeSi prosegue, seguendo i segnavia e arrivando in breve sulla Cassia Antica; 

il lungo selciato romano è ancora in ottime condizioni in questa zona, e arriva fin sotto Montefiascone. Si sale fino al paese e si prosegue in direzione Bolsena, sulla Cassia.
In breve si arriva in vista dell’omonimo lago, costeggiando anche un caratteristico sito geologico, detto delle “Pietre Lanciate”: un’alta parete di basalti colonnari, dalle forme esagonali e pentagonali.

Superata Bolsena si prosegue verso San Lorenzo Nuovo, superato il quale si arriva ad Acquapendente, fra gli ultimi avamposti laziali, prima del confine con la Toscana.

Da Acquapendente si prosegue sulla Cassia; dopo poco si è finalmente sulla linea che separa le due regioni, su un ponte nei pressi di Centeno. La Cassia procede avvicinandosi sempre di più al Monte Amiata e passando fra colline argillose segnate da numerosi calanchi: le prime Crete Senesi che s’incontreranno lungo il percorso. La strada dopo poco devia sulla destra del Monte Amiata, dirigendosi verso Radicofani, paese fortificato che domina le vallate sottostanti, dall’alto della sua rocca.

Arrivati al bivio per il paese sarà possibile aggirarlo, continuando sulla Cassia, o andare a visitarlo, svoltando a destra. In ogni caso si dovrà fare una delle salite più impegnative dell’itinerario, che porterà a quasi 600mslm.

Proseguendo sulla Cassia il valico sarà fatto per mezzo di una galleria a 570mslm, dopo la quale la strada scende velocemente, entrando subito in Val d’Orcia, che con le sue colline è uno dei simboli del senese.

Si procede per un lungo tratto in cui si alternano falsipiani e discese, fra paesaggi ameni e campi di grano, fino ad arrivare alla base di San Quirico.

L’ultima salita porta all’entrata del paese. Il ritorno può essere effettuato in treno, recandosi alla vicina stazione di Buonconvento, a circa 18km di distanza, facili e ben pedalabili.

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