La Sicilia è una terra di una bellezza incomparabile. Presenta sul suo territorio ambienti completamente diversi, si differenzia nei paesaggi, nei colori. C’è un’area tra l’Etna e la porzione sud orientale della catena appenninica (Monti Peloritani e Monti Nebrodi) dove si apre uno scenario molto particolare. Rocce vulcaniche sono state erose nel tempo dalle acque del fiume Alcantara e si sono venute a creare delle Gole di una bellezza sconvolgente.

gola_1Prima le eruzioni vulcaniche hanno cambiato tutto il territorio, in seguito la forza dell’acqua del fiume Alcantara ha scavato nelle rocce vulcaniche. Acqua, rocce grigie e alberi, un insieme di colori spettacolari: una zona talmente bella che ora è un territorio protetto dal Parco Fluviale dell’Alcantara.

La Valle dell’Alcantara.
Il fiume Alcantara nasce sui Monti Nebrodi nei pressi di Floresta e ed ha un bacino idrografico di 570 km circa, e sfocia nel mare Jonio poco più a sud di Giardini Naxos. Il fiume ha creato, erodendo il terreno nel corso di decine di migliaia di anni, una valle che tra metamorfiche erciniche, formazioni sedimentarie mesozoiche e vulcani di epoca quaternaria, costituisce un paesaggio che non ha eguali al mondo. I geotopi più interessanti si gola_3trovano nelle Gole di Larderia, dove si possono ammirare pareti laviche con esposizioni di prismi basaltici; il cono di Mojo con le sue piroclastiti di colore nero-rossiccio; le lave hawaiane di Contrada Mille Cocchitta. Ultimi studi geomorfologici parlano di almeno tre eventi eruttivi che provengono tutte dal versante settentrionale etneo. Una zona che ancora oggi è fonte di tanti studi.

L’ambiente naturale del Parco
Lungo le rive del fiume c’è un ambiente di grande pregio, caratterizzato da una notevole biodiversità. È di quasi 11.000 ettari il territorio posto sotto tutela dall’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara. Nel tratto montato ci sono boschi di querce e di Olmo che permettono importanti associazioni della flora mediterranea con la presenza di molte specie animali, in particolare uccelli.
Nella parte iniziale del fiume, le sponde sono coperte di cespuglietti a Salici talmente fitti da nasconderne ilgola_5 corso. Nella zona di Randazzo intorno al fiume c’è una rada vegetazione pioniera composta dall’Elicrisio, il Ginestrino e sui terrazzi più elevati l’Oleandro, la Ginestra, lo Sparzio, la Tamerice maggiore. Più a valle nella zona di Castiglione di Sicilia compiano Platani (ormai rari in Sicilia), il Salice bianco, l’endemico Salice di Gussone, l’Olmo minore, l’Ontano nero.
Nelle fredde acque del fiume si sono radicate varie specie vegetali acquatiche, tra cui il raro Ranuncolo a pannello e la Lenticchia d’acqua.

La fauna
L’area è una tappa importante per gli uccelli migratori, in particolare nella zona fociale. Ci sono nel parco vari rapaci: Il Falco Pellegrino, il Lodolaio, il Gheppio. E’ presente gola_6anche il magnifico Corvo imperiale, la Taccola, la Coturnice sicula e la Tortora. Si può scorgere il Martin Pescatore tuffarsi nel fiume alla ricerca di una preda, o vedere la piccola Ballerina gialla, il Merlo acquaiolo, il famoso Passero solitario (reso celebre dal Leopardi). Si nascondono tre le rocce anche diversi rapaci notturni come la Civetta, il Barbagianni, il Gufo, l’Allocco (animale molto furbo, tutto il contrario da quanto apprendiamo dalle credenze popolari). Nei boschi trovano dimora vari mammiferi: Il Gatto selvatico, la Martora, il Ghiro, la Lepre, il Coniglio, la Volpe, la Donnola, il Riccio, l’Istrice. Lungo la riva sono presenti il Discoglosso dipinto, una rana endemica della Sicilia, e il Colubro leopardiano, un rettile molto raro e del tutto innocuo. La zona fociale è molto ricca di vita animale, specialmente durante i transiti migratori primaverili. Dal 1984 a oggi sono state censite più di novanta specie tra cui spiccano: l’Airone cenerino, la Garzetta, il Tarabusino, il Corriere piccolo e il Piro Piro.

Gastronomiagole_0
I comuni che risiedono nel parco hanno una tradizione antica per la preparazione di prodotti caseari sia freschi, sia stagionati, come il pecorino e le provole. Ultimamente sono stati abbinati nuovi sapori come il formaggio con le noci (un frutto del territorio). La piana di Moio ha una ricca produzione di pesche di grande qualità. Ogni comune che risiede nel parco ha le proprie produzioni agricole di qualità come: agrumi, nespole, noci, ciliegie. Spiccano le produzioni di olio e di vino; dal sito del parco suggeriscono di “provare” una fetta di pane (rigorosamente di produzione locale) con l’olio indigeno, il profumo che ne scaturirà sarà uno dei tanti bei ricordi di questa terra. Particolarmente buoni i dolci, i maccheroni e la carne alla brace da provare dai ristoratori locali.

gole_2Artigianato
Nella valle dell’Alcantara esistono ancora alcuni antichi mestieri che si tramandano di padre in figlio. Esistono ancora la sarta, la ricamatrice e la filatrice che creano lavori di grande pregio. Tra i mestieri prettamente maschili c’è il calzolaio, il fabbro ferraio e lo scultore (della pietra locale, del legno). Di particolare rilievo è la figura del pasticciere che qui ha una grande tradizione, si preparano dolci al miele, al pistacchio, alle nocciole, alla ricotta, alle mandorle.

Itinerari
Nel sito del Parco sono segnalati ben otto percorsi per conoscere la flora, la fauna e le zone storiche del territorio. Sono presenti scavi archeologici di un insediamento greco (del V sec a. c.); i ruderi del castello di Villafranca di epoca Normanna; le Saje, condotte d’irrigazione arabe (tutte nella zona di Francavilla di Sicilia). Interessante anche il castello di Calatabiano. I sentieri sono percorribili a piedi e sono quasi tutti facili.

Per maggiori dettagli : http://www.parks.it/parco.alcantara/iti.phpgole_7
Informazioni
Ente Parco Fluviale dell’Alcantara
Centro Visite di Randazzo
Via Umberto, 197 – Tel. 095/7991611 orari mattutini e feriali
Centro di ricerca formazione ed educazione ambientale sugli ecosistemi fluviali
Via Arciprete Calì, 46 – 95012 Castiglione di Sicilia (CT)
Tel. 0942/980320
Sito: http://www.parcoalcantara.it/pagina.php?id=69

P.S. Si ringrazia per la gentile collaborazione l’ufficio stampa del parco e il dott. Carmelo Magaraci. Informazioni tratte dal sito del parco e dal libro “Parco Fluviale dell’Alcantara” di Francesco Alaimo, Fabio Orlando editore.

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