“Fratelli e sorelle, buon giorno, dopo l’incontro di mercoledì scorso, è bello da cristiani, vederci e salutarci di domenica, in una piazza che grazie ai media ha le dimensioni del mondo”. E’ un papa carismatico, Papa Francesco, è un papa che conquista i suoi fedeli. Per il suo primo Angelus in piazza San Pietro ha accolto la folla di fedeli con un “Buongiorno” ed ha concluso l’Angelus con un “buon pranzo”. Semplice ma efficace.

La semplicità è la caratteristica che più colpisce di questo papa. Una semplicità autentica, non costruita, in un’epoca come la nostra dove l’apparenza è diventata un modus vivendi. Il significato del nome del papa, Francesco, è racchiuso tutto qui. E’ racchiuso nell’esempio del francescano di Assisi che si definiva “semplice e illetterato”, pur avendo scritto le Laudes creaturarum, il primo documento della letteratura italiana, e che si spogliò di tutti i suoi averi per abbracciare la povertà. “Vorrei una chiesa povera per i poveri”, papa Francesco non indossa la croce d’oro, non gira in lussuosi macchinoni, non ama lo sfarzo. Ha più volte detto che sarà al fianco dei bisognosi, che si occuperà innanzitutto degli ultimi. Una chiesa povera, per i poveri, così come fece San Francesco, quando, con un gesto simbolico, dopo essere stato convocato in giudizio davanti al vescovo di Assisi, restituì al padre gli abiti che indossava.

Negli anni in cui si svolgeva il pontificato di Innocenzo III, papa teorico intransigente della teocrazia, il fraticello di Assisi si fece promotore di una riforma della Chiesa basata sulla povertà, sulla diffusione del Vangelo e sull’importanza del perdono e della misericordia. Papa Francesco durante l’Angelus ha spiegato questi concetti. “La misericordia rende il mondo più giusto”, ha detto affacciandosi dalla finestra del suo appartamento, “abbiamo bisogno di capire questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza con i nostri peccati che, come dice Isaia, se fossero rossi come lo scarlatto li renderà bianchi come la neve”.

La sua riflessione è stata incentrata sul perdono che il Signore concede a tutti i peccatori senza escludere nessuno e senza stancarsi di perdonare. Gesù si dimentica dei peccati e perdona anche l’adultera, senza condannarla. Un monito, quello di Papa Francesco, a non aver paura di chiedere perdono al Signore, valido anche per la Chiesa: non rifiutare mai il perdono. “Il Signore mai si stanca di perdonarci. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedergli perdono, lui mai si stanca di perdonarci”.

Un altro gesto di rottura col protocollo, al termine della prima messa nella parrocchia di Sant’Anna, Papa Francesco è uscito a salutare i fedeli eludendo la sicurezza. Per lunghi minuti ha stretto mani, abbracciato a accarezzato bambini tra l’entusiasmo della folla. Il papa vuole diffondere personalmente la parola di Dio. Così come San Francesco, che andò missionario in Africa e in Oriente. E a San Francesco sono rivolte le sue ultime parole. “Ho scelto il nome del patrono d’Italia, san Francesco d’Assisi, e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra, con questa terra dove, come sapete, sono le origini della mia famiglia”. Prima di ritirarsi dal balcone ha esclamato: “Buona domenica e buon pranzo”. Passano pochi minuti ed arriva il primo tweet di Papa Francesco: “Cari amici vi ringrazio di cuore e vi chiedo di continuare a pregare per me. Papa Francesco”. Bisogna ammetterlo, papa Francesco è davvero un papa adorabile.

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