I paccheri sono un tipo di pasta di semola di grano duro di grandi dimensioni, di origine partenopea.
Il loro nome deriva dalle parole greche pas e keir che significano ‘a mano piena’, in riferimento alla grandezza.

Considerati gli antenati dei cannelloni, da essi derivano anche i rigatoni, più piccoli e rigati; tuttavia, sembra che la pasta più simile siano le mezze maniche, che però sono rigate e più spesse.
I paccheri generalmente sono a grana liscia anche se esiste una versione rigata; si tratta di una pasta raffinata, fatta a mano e trafilata in bronzo.
Un tempo erano la pasta dei poveri, dal momento che ne erano sufficienti pochi per poter riempire il piatto; furono però presto apprezzati anche dai nobili e dal re di Napoli.
Tra i pochi che non amavano questa pasta vi fu Giacomo Leopardi, il quale era ospite a Napoli nel 1833 di Antonio Ranieri e della sua famiglia, che li giudicò “la pasta degli stupidi”.

Ingredienti per 4 persone

Paccheri 320 gr.
Code di pescatrice 400 gr.
8 gamberoni, vino bianco
1 barattolo di pomodorini
Olio extravergine, aglio,
Prezzemolo, sale

Nel’olio soffriggete e poi togliete uno spicchio d’aglio, aggiungete la pescatrice tagliata in otto pezzi, i gamberoni e sfumate con il vino. Aggiungete i pomodorini, schiacciateli, unite un mestolo di acqua calda, una abbondante spruzzata di prezzemolo sminuzzato, regolate di sale, coprite con un coperchio e portate a cottura. Lessate i paccheri in abbondante acqua salata e, a cottura, saltateli nella padella del sugo dalla quale avrete tolto pescatrice e gamberoni che aggiungerete nel piatto.

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