Secondo il presidente Oua Nicola Marino il documento sembra una difesa d’ufficio o un libro dei sogni che non solo non convince ma omette le criticità e quindi impedisce di intervenire per risolvere costruttivamente i problemi sul territorio.
Non solo: secondo Marino ammette che “la ragione della chiusura di sezioni distaccate e tribunali non era il risparmio di risorse, come propagandato allora e come recepito dalla stessa Corte Costituzionale nella motivazione che ha portato a respingere il ricorso di incostituzionalità. Questa relazione, purtroppo, è in controtendenza con l’atteggiamento fin qui mostrato dal Ministro Orlando in altri ambiti. Chiediamo il suo intervento: serve una verifica reale sul campo con il coinvolgimento dell’avvocatura”.
Il giudizio fortemente negativo scaturisce da un’attenta valutazione della Commissione interna di settore dell’Oua, coordinata da Marcello Luparella.
Ci si aspettava una analisi obiettiva, completa e realistica dello stato dell’arte – denuncia l’Oua – ci si è trovati invece di fronte ad una specie di difesa d’ufficio dell’operato dei “burocrati” del Ministero, animata più dalla preoccupazione di controbattere “a prescindere” alle mille critiche sollevate da COA, enti locali, comitati cittadini e rappresentanti politici, che dall’intento di verificare realmente la sussistenza delle criticità sollevate.

Per l’Oua l’indagine “brilla” soprattutto per genericità ed incompletezza, si riferisce solo a una parte delle sedi interessate, non riporta un solo dato numerico o statistico, espone tesi apodittiche e indimostrate. In compenso, e a conferma di quanto si evidenzia da anni:

– viene definitivamente confermato che l’obiettivo della riforma non è il risparmio (e ciò in piena contraddizione con quanto affermato dalla Consulta per sostenerne la legittimità);

– si ammette l’insostenibile aumento dei costi di notifiche e pignoramenti, senza indicare alcuna soluzione (il vero problema sono infatti i pignoramenti, rispetto ai quali non inciderà minimamente la notifica telematica invocata dalla relazione);

– si ammette che la drammatica situazione di sottodimensionamento degli organici è idonea a determinare a breve il collasso del sistema;

–  si conferma la volontà politica di sacrificare la giustizia di prossimità, e le zone più disagiate e problematiche, in nome di un’efficienza in realtà inesistente; 

– si ammette che i criteri dettati dalla legge delega non sono stati rispettati.

Per l’Oua in definitiva il quadro tracciato dalla Commissione e le conclusioni cui essa perviene, non corrispondono minimamente alla situazione disastrosa che gli avvocati e i cittadini sono costretti a sopportare quotidianamente in tutta Italia e che da tempo viene denunciata dalle Commissioni Giustizia parlamentari, in particolare quella del Senato.

Per questa ragione, quindi, il presidente dell’Oua, Nicola Marino, chiede che il Ministro, nell’ottica di rinnovata collaborazione che sta caratterizzando in questa fase i rapporti con l’Avvocatura, intervenga personalmente e disponga un monitoraggio dello stato della riforma più esaustivo e statisticamente più completo.
E che voglia, altresì, nell’immediato ascoltare ufficialmente il parere e le ragioni delle rappresentanze nazionali forensi, immotivatamente escluse dai lavori della Commissione. 

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