Indifferibile inoltre per l’Oua, promuovere e sostenere le iniziative volte alla modernizzazione della professione forense, fornendo strumenti e occasioni per superare un impoverimento della categoria dovuto alla crisi economica, all’eccesso di concorrenza nella difesa giudiziale, ma anche a causa dei grandi studi stranieri, delle società mercantili di consulenza, di recupero crediti, di infortunistica.
Concentrazione degli studi, ora polverizzati sul territorio, riorganizzazione e internazionalizzazione, sono perciò le parole chiave per rendere competitivi gli avvocati italiani nel mercato unico europeo dei servizi legali.
   Tutti spunti al centro della stessa Conferenza Nazionale dell’Avvocatura tenutasi a Napoli nel gennaio scorso (2014), nella quale gli avvocati italiani hanno ribadito la richiesta di introdurre specifici strumenti per l’esercizio dell’attività professionale in forma aggregata, associativa o societaria, anche multidisciplinare, purché in modo tale da garantire l’autonomia di giudizio professionale e l’indipendenza degli avvocati che ne fanno parte.

 L’Oua, raccolte queste proposte dell’avvocatura, ritiene innanzitutto necessaria la previsione di un politica fiscale incentivante per le società professionali al fine di evitare il ripetersi di quanto già accaduto per le Società tra Professionisti (STP) tra avvocati (di cui al D.lvo 96/2001), il cui mancato successo è dovuto proprio allo sfavorevole regime fiscale loro riservato; così come è necessario individuare una serie di agevolazioni e benefici fiscali temporanei (3-5 anni) per agevolare lo start up delle società professionali (soprattutto dei più giovani).
L’obiettivo è favorire la nascita di realtà lavorative e centri di produzione di reddito stabili, nell’ottica della sostenibilità del sistema previdenziale e in grado di contribuire alla crescita del Paese. Inoltre riteniamo debba essere valutata anche l’introduzione della detraibilità delle spese legali anche da parte dei privati, il che consentirebbe un maggiore controllo degli incassi (in maniera più efficace rispetto all’obbligo del pos), l’emersione del sommerso con incremento di prelievo e base imponibile, e l’aumento del PIL nel settore dei servizi.

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