I fatti di sangue dolorosi avvenuti a Odessa in questi giorni hanno suscitato emozioni e suggestioni di una più grave strage avvenuta nel 1905 ad opera delle truppe zariste. Nell’immaginario collettivo si è ricordato il film del 1925 di Sergej Eseinstein, “La corazzata Potemkin”.

La sceneggiatura  con il titolo iniziale “L’anno 1905” era stata commissionata dal Presidium del Comitato centrale esecutivo dell’Urss per ricordare i 20 anni dell’eccidio. Scritta dalla giovane militante bolscevica dagli occhi celesti Agadzanova-Sutko, conteneva un testo lunghissimo di 10 capitoli di difficile realizzazione. Eseinstein poteva contare sull’aiuto di un ottimo operatore. Eduard Tisse.  Fondamentale fu per il gruppo la ricerca nelle biblioteche. La rivista francese del tempo “Illustration” rievocava l’evento di Odessa con un disegno di un artista, testimone oculare, della sparatoria della scalinata. Prima di girare il film la scena madre della strage era nella mente scaturita dal suggestivo disegno dell’anonimo francese. Quando la troupe arrivò ad Odessa  la sceneggiatura impossibile si dissolse e lo spirito creativo di Eseinstein prevalse sulla burocrazia di partito. La pellicola fu girata e montata in tre mesi. Paradossalmente un film di propaganda commissionato dal regime comunista si rivelò un capolavoro.  Commosse milioni di persone di ogni estrazione sociale perché l’arte a volte infrange la corazza dell’uomo e sopravvive all’epoca che l’ha creata (Sklovskij). Nell’episodio meno noto dell’annegamento dell’ufficiale medico il regista di Riga dimostrò che la vendetta può essere superata dalla pietà . Un monito ancora valido oggi affinché cessi la violenza fratricida in Ucraina.

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