Narni, 2 gennaio 2014. Arrivo il 28 dicembre dello scorso anno. Ossia 5 giorni, 120 ore, 720 minuti, un’infinità di secondi fa. Il tempo scorre lento senza TV.

La casa in cui mi trovo è l’ala di un antico palazzo nobiliare del 1581. Ci sono affreschi sui soffitti, quadri del ‘600, volumi antichi, tre camini perfettamente funzionanti, ma non c’è nemmeno una cazzo di TV. E mi manca, mi manca da morire. Soprattutto la notte di Capodanno. E adesso chi me lo dice quand’è mezzanotte? Vatti a fidare di orologi e cellulari, ognuno segna un’ora diversa. Aspetto i tradizionali “botti” per capire quando è l’ora di stampare lo champagne. Ma nelle antiche stradine medievali c’è solo silenzio. Niente rumore di botti, ma neppure voci, suoni lontani di una qualche radio, l’eco di un televisore. Solo il pesante silenzio della storia. Così stappo la bottiglia in un’ora imprecisata tra le 23,57 e mezzanotte e 3 minuti. Sarà un anno sfigato, ormai ne sono certo. Non ho neppure sentito l’8° discorso del Presidente. Magari si è dimesso. O si è proclamato re. E io non lo saprò mai o lo saprò troppo tardi. Provo a connettermi a internet ma, ovviamente, nella chiavetta del mio PC il credito è esaurito.

Mi scolo lo champagne e impreco silenziosamente per non disturbare i fantasmi che, sicuramente, abitano l’antico palazzo. E fa un freddo insopportabile. Di andare a letto non se ne parla. Le lenzuola sono umide e gelate. Il fiato si condensa a ogni respiro. Mi siedo di fronte al camino e sfoglio i giornali di qualche giorno prima. C’è la storia dei VIP a Cortina durante il Blackout di Natale. Non l’hanno presa bene. Quelli che avevano le batterie scariche, si sono comprati gli i-phone ultimo modello pur di twittare o connettersi. E candele antiche a 60 euro l’una per vedere i tasti del cellulare. Poi c’è Mauro Corona il guru di Cortina, il Ghandi de noantri. Su “La Repubblica” scrive che è stata una figata. Che con il blackout i VIP hanno riscoperto gli antichi valori. Che nella disgrazia hanno ritrovato una nuova spiritualità. No, caro Corona. Si sono comprati i cellulari nuovi! Perché loro se lo possono permettere! Mentre io me ne sto qui, senza un cazzo di televisore, cercando di respirare le emissioni dei tubi di scappamento delle poche macchine che passano, perché sto pure in astinenza da smog! Per fortuna che tra poco arriva l’Epifania e tutte le feste si porta via. Così tornerò a Roma e potrò girare nei vicoli del Centro, pieni di mondezza e lattine. E poi accendere la TV e sentire al TG che Roma è sporca, che la crisi non demorde, che i politici devono fare dei sacrifici e che Papa Francesco è tanto una brava persona. E ‘fanculo pure a Mauro Corona! 

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