Piccola luce in fondo al tunnel per il mercato delle case: acquisti in crescita per il 2014. Dopo anni di numeri neri e ai minimi storici, l’impasse dell’universo immobiliare sta forse volgendo al termine. Lo scorso anno le compravendite sono aumentate del 3,5%, un piccolo segnale di ripresa, nonostante i valori siano inferiori a quelli registrati alla fine degli anni 80. Spinti dai tassi di interesse ai minimi storici, gli italiani stanno tornando a chiedere mutui alle banche e ad avvalersi di strumenti come il comparatore di mutui SuperMoney con i suoi servizi per calcolare le rate con cui dover fare i conti ogni mese.
Stando all’ultimo rapporto immobiliare residenziale 2015 realizzato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Abi, in totale gli acquisti di abitazioni sono stati 421.336,di cui 161.842 tramite mutuo. Per il comparto residenziale si tratta della prima crescita dopo tre anni di perdite consecutive.

Timidi miglioramenti

Nel rapporto si legge che il dato mediamente positivo del +3,5% sulle compravendite dipende anche dall’effetto sul mercato dell’entrata in vigore, dal 1 gennaio 2014, del nuovo regime delle imposte di registro, ipotecaria e catastale applicabile agli atti di trasferimento “a titolo oneroso di diritti reali immobiliari”. Sulla base dei primi dati provvisori di gennaio 2015, neutralizzando le conseguenze della traslazione dei rogiti da dicembre 2013 a gennaio 2014, il tasso di variazione dello scorso anno, rispetto al 2013, è stato pari a +0,7%.

Aumentano gli acquisti e le possibilità delle famiglie…

Le compravendite totali sono state 421.336. Il centro Italia fa da apripista per la ripresa degli acquisti, con una quota di mercato pari al 21,3%, che segna un rialzo del 6,5%. Il nord-est, invece, che rappresenta il 19% degli scambi complessivi, ha visto un incremento del 5%, mentre per il nord-ovest, dove si concentra la quota più elevata della transazioni, si parla di un 32,7%, con un aumento del 3,4%. Numeri ancora piuttosto bassi per le zone del sud Italia e delle isole, con dei timidi +0,8% e +0,2%.

L’indice di affordability, elaborato dall’Abi sulla possibilità delle famiglie di comprare un immobile indebitandosi, evidenzia un miglioramento delle condizioni per l’accesso al credito per l’acquisto di una casa, favorito probabilmente anche dall’intervento della Bce che ha ridimensionato i tassi. Il valore del 10,3% di marzo avrebbe stabilito il nuovo massimo storico.

..ma diminuiscono gli importi

Nonostante le rilevazioni del Crif sulle richieste di mutui per gli immobili parlino di un boom della domanda di oltre il 70% per il mese di aprile, pare che le somme richieste si siano ridotte.Nel 2013 i mutui per l’acquisto di case si aggiravano intorno ad un valore medio di 122.000 mila euro, mentre nel 2014 è sceso di 3.000 mila euro, raggiungendo quindi i 119.000 mila euro. Il valore medio delle rate nel 2014 è stato pari a 631 euro, contro i 682 euro del 2013. Calano anche i prezzi degli immobili: a fine 2014 il prezzo di una casa media era pari a 146.600 mila euro, inferiore del 3,5% rispetto al dato del 2013 e del 12,8% di fine 2008.

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