C: Pronto, Nuccio? Ho visto la tua chiamata…
N: Sì, Annamarì… E’ per via degli amici nostri…
C: Lo so. Li hanno arrestati tutti.

N: No. Quello il maschio se n’è fujuto.
C: E’ sempre stato il più sveglio della famiglia. Sta in Svizzera latitante e beato.
N: Ti chiamo per Giulia Ligresti, non è che ti puoi interessare…
C: Dai, Nuccio… Nella mia posizione di Ministro… Lo sai… Non posso espormi…
N: Te lo chiedo in nome della mia vecchia amicizia con suo zio, Antonino Ligresti…
C: Lo so, lo so… Quando tu eri solo un farmacista e lui solo un medico della mutua, più di 30 anni fa, andavate sempre a giocare a tennis insieme, eravate molto legati…
N: Eh, ne è passato di tempo… Ora quello ha un impero di cliniche private e io la moglie Ministro… Dobbiamo aiutarlo…
C: Ma come faccio, Nuccè?
N: Nel 1981, quando fui arrestato per quella storia di false fustelle sui medicinali, Antonino non si dava pace… veniva sempre a trovarmi, mi portava le arance…
C: Vabbè… Si trattava di una truffa fatta sulla base di ricette false, emesse dai medici della mutua…
N: Sto solo dicendo che io lo so bene cosa significa stare in carcere… E poi pensa a nostro figlio…
C: Che c’entra Piergiorgio?
N: I Ligresti lo hanno sempre aiutato… Insomma… Lo hanno assunto e gli hanno dato 3,5 milioni di euro di liquidazione per un anno di lavoro…
C: Perché è un bravo ragazzo e un bravo manager…
N: Annamarì, è pieno di bravi ragazzi laureati che fanno i camerieri o i manovali…
C: Davvero?  
N: E pure a te… Insomma, se hai fatto la carriera che hai fatto, qualche aiutino te lo avranno pure dato…
C: La politica è fatta di rapporti… Lo sai che pure io gli voglio bene ai Ligresti, li frequento da trent’anni… Ma pure loro hanno esagerato, scusa… Autisti, servitori, ville, jet privati dalle 6 alle 8 macchine a testa…  E quanti culi c’hanno sti Ligresti?
N: Una telefonata e che ti costa?
C: La poltrona! Se si viene a sapere che ho cercato di raccomandare uno di loro, mi cacciano!
N: In Italia, ma scherzi? Hai il marito che è stato in galera, frequenti pregiudicati come Salvatore Ligresti, carcerato e condannato per tangentopoli, uno che entra ed esce dalle patrie galere come il resto della sua famiglia… Se fosse come dici tu, manco ti avrebbero fatto Ministro della Giustizia, scusa!
C: Dici?
N: Ne sono certo. Anche se ti beccano, con la voce umana che hai, con quell’aria da matrona saggia e buona, cosa vuoi che facciano? Sì, qualcuno chiederà le tue dimissioni, ma mica sei la Idem?
C: In che senso?
N: Quella non contava un cazzo, non conosceva nessuno… Mica come noi… Tranquilla. Tu dì che lo hai fatto per umanità, per salvare un’altra mamma anoressica e malata…
C: Dici che funzionerà?
N: Vedrai… In Parlamento ti faranno la standing ovation, altro che cacciarti!

E così fu. 30 secondi di vergognosi, ininterrotti applausi dal Governo delle larghe offese!

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