Spendere meno per spostarsi in macchina è possibile: si possono mettere a confronto le assicurazioni auto migliori tra i prodotti proposti da Generali, Direct Line e così via, si può fare rifornimento dove la benzina costa meno, si può scegliere un veicolo a metano. Se però siamo costretti ogni giorno a macinare kilometri su kilometri su tangenziali e circonvallazioni, spesso imbottigliati nel traffico, perché in città come Milano e Roma i mezzi pubblici non sono un’alternativa sufficiente, il risparmio non sarà mai abbastanza.

Secondo il Libro Bianco sulla mobilità e i trasporti di Eurispes, questa situazione pesa sulle tasche degli italiani per un importo pari al 13% del loro reddito annuo. Inutile dire che abbonandosi al trasporto pubblico, o usufruendo di sistemi di interscambio efficienti, la spesa per lo spostamento casa-lavoro si ridurrebbe e ci guadagneremmo anche dal punto di vista ambientale.

Il principale problema riscontrato dall’analisi dell’Eurispes è la pressoché totale mancanza di collegamenti fra le periferie e gli hinterland – cresciuti negli anni secondo progetti urbanistici spesso isolati e disorganizzati – con il centro delle nostre metropoli. Ciò rende l’auto praticamente indispensabile, anche quando gli abitanti di questi quartieri non avrebbero nulla in contrario a prendere un autobus, un tram o una metropolitana.

Riversarsi tutti insieme – poco appassionatamente, a dire il vero – sulle strade innesca un circolo vizioso difficile da spezzare: le auto viaggiano lentamente, circa 10 km orari secondo i calcoli dell’Eurispes, e i mezzi che circolano ne risentono di conseguenza. Ecco perché, chi prende i mezzi, si lamenta anche del livello di efficienza del servizio del trasporto pubblico locale, che in tutta Italia raccoglie pagelle poco generose.

Il Libro Bianco suggerisce anche delle soluzioni da adottare per risolvere il problema della mobilità alla radice. Le amministrazioni locali dovrebbero investire, collaborando più attivamente con i privati, in parcheggi di interscambio, sistemi di infomobilità che sfruttino la diffusione di smartphone e tablet, potenziamento del bike e del car sharing e introduzione del biglietto elettronico, valido in tutta Italia.

Quest’ultimo, la cui realizzazione è attualmente allo studio del Ministero dei Trasporti, potrebbe anche essere associato a programmi “fedeltà”, che restituiscano bonus o premi agli utilizzatori più assidui dei mezzi pubblici, in modo da incentivare comportamenti virtuosi, economici ed ecosostenibili.

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