Esistono in natura piante “matte” che, incuranti di smog e traffico, crescono intorno ai luoghi abitati. Magari sui tetti delle case o lungo i marciapiedi. Tra queste la più nota è la Melissa.

Gli antichi greci la chiamavano “melissophyllon”, ossia “fogliame delle api”, da melissa = ape e phyllon = foglia, infatti è molto ricercata dalle api che ne ricavano un gradevole miele. Ma la melissa era largamente usata, nel mondo antico, per le sue virtù medicinali, come testimoniano Plinio, Galeno e Paracelso. Anche Avicenna, nel suo Canone di Medicina, la cita come un eccezionale corroborante e stimolante cardiaco. Solo nel 1600, però, la melissa conosce il massimo della popolarità quale ingrediente di due ricette divenute celebri per la loro efficacia sui disturbi nervosi. Si tratta dell’Acqua della Regina d’Ungheria e dell’Acqua di Melissa dei Carmelitani. Questi medicamenti ebbero un successo strepitoso, soprattutto presso le signore dell’epoca, che li usavano per combattere emicranie, malinconie, depressioni e svenimenti. Madame de Sevignè, in una lettera ad una amica, riferendosi all’Acqua della Regina d’Ungheria, cita testualmente: “essa è divina, te ne ringrazio ancora, me ne inebrio, ogni giorno ne ho nella mia tasca. E’ una pazzia come il tabacco. Quando vi si è abituati non se ne può più fare a meno. Io la trovo buona contro la tristezza”. A parte la facile ironia sul fatto che l’Acqua della Regina d’Ungheria contenga una buon 80% di alcool, è indubbio che la melissa possieda notevoli doti tranquillanti e, allo stesso tempo, corroboranti. E’, quindi comprensibile che i medici di allora la considerassero un ottimo rimedio nelle crisi isteriche e nervose. Ai giorni nostri la melissa trova un largo impiego in fitoterapia.

L’infuso, in particolare, serve a combattere le vertigini, il nervosismo, a stimolare l’appetito e a facilitare la digestione. Inoltre viene indicata come pianta sedativa nel trattamento della sindrome clinica della iperattività infantile, presente soprattutto nei maschi, in alternativa alla somministrazione dei farmaci psichiatrici. E’utile in caso di gastralgie e coliche intestinali, grazie all’azione spasmolitica e alla capacità di secrezione di succhi gastrici e bile. L’azione ansiolitica la rende un buon rimedio per insonnia e agitazione. Applicata esternamente, la melissa esercita proprietà antifungine ed antimicrobiche. Infine, in cosmetica, la melissa  può essere utilizzata per la pulizia del viso e i bulbi della pianta servono a tingere i capelli di nero in modo naturale.

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