Per sapere chi è Mario Adinolfi è necessario leggere il volume a lui intitolato nell’enciclopedia dei mostri, sezione cretini mannari. A chi soffre di disordini intestinali può bastare l’intervista rilasciata qualche giorno fa a La Zanzara su Radio24.

Qui sostiene che “la moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite. E sottomessa non significa che non c’è la parità, sono due cose diverse”.

Il coming out del barbuto Gabibbo è un chiaro invito alla dominazione sadomaso casalinga. Ma solo durante le faccende domestiche, cosicché la vostra “moglie alla pari” possa soddisfarvi mentre spolvera la collezione di rosari in malachite. Il fondamento della famiglia cristiana, dunque, è una donna che sta tra il battipanni di Ciccio Fuhrer e una bottiglia di Vetril del ‘62, pronta e prona ai suoi grugniti imperativi. Infine, il clone medievale di Ferrara si rivolge ai poveri stolti che praticano sesso sicuro: “i preservativi abbassano il piacere e interrompono il momento. Io non li ho mai usati, anche quando da giovane ero scapestrato”. Evidentemente memore di quando lo chiamavano Marione il gigante cojone, Adinolfi riconosce che mettersi il preservativo non è uno sport di famiglia, lui stesso non ha mai imparato. Nonostante queste ed altre minchiate che lo rendono protagonista indiscusso delle cronache mostruose, non possiamo che apprezzare il suo sforzo per diffondere la carta da culo a poco prezzo. Da oggi infatti si compra in edicola e si chiama “La Croce – quotidiano”, lo riconoscete dalle foto di Adinolf Hitler un po’ ovunque.  

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