Incontro con Luciano Tovoli, uno dei grandi Maestri dell’arte cinematografica, e Goffredo De Pascale, critico cinematografico, che parlano del film “Il deserto dei tartari”, di Valerio Zurlini. L’incontro è stato organizzato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), Gruppo territoriale del Lazio,e dall’Associazione Italiana Autori della Cinematografia (AIC)  sotto l’egida del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale-Cinema Trevi di Roma, per discutere con autori e critici i temi della fotografia, della luce, dell’immagine cinematografiche e di come questi possano intersecarsi con il senso ed il significato etici ed estetici dell’opera filmica.
Luciano Tovoli che ha collaborato con Michelangelo Antonioni (Chung Kuo Cina, Professione reporter, Il mistero di Oberwald), Marco Ferreri (L’ultima donna), Ettore Scola (Splendor, Che ora è, Il viaggio di Capitan Fracassa), Carlo Verdone (Bianco rosso e Verdone), Dario Argento (Suspiria, Tenebre, Dracula 3D) e ha lavorato molto all’estero con Maurice Pialat e Barbet Schroeder (dal Mistero von Bulow fino a Inju, la bête dans l’ombre), racconta come ha illuminato il film che Zurlini ha tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati e che ha girato negli studi di Cinecittà, a Bressanone, Campo Imperatore e nella fortezza di Arg-e Bam, nell’Iran sud-orientale.La versione francese de Il deserto dei tartari, prodotto da Jacques Perrin che interpreta anche il ruolo del protagonista Drogo, è stata restaurata di recente e presentata al Festival di Cannes.

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