In Italia non si è mai smesso di cacciare le streghe e di additare il diverso come un bersaglio da abbattere. La novità è vista con sospetto, allontanata e mediaticamente crocifissa.
Repubblica impermeabile
Arretratezza culturale e tecnologica sono i cardini della nostra repubblica, impermeabile al progresso e in perenne ritardo su qualsivoglia innovazione. Negli ultimi dieci anni, la diffusione capillare di internet ha messo in allarme le autorità, che non hanno esitato a condannare lo strumento del demonio. Prima di beccarsi tre anni e otto mesi di carcere per pedofilia, Don Ilario Rolle si è scagliato contro la minaccia della pedopornografia on-line e il ministro Maroni, che non ha mai ascoltato Radio Padania, sostiene che internet inciti all’odio. Al rogo la piazza virtuale, la cui la possibilità di esprimersi liberamente suscita la collera dei potenti.

Rimozione selettiva
A dare manforte alla guerra oscurantista sorge imponente l’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni bizzarramente preposta a garantire un’informazione imparziale e a promuovere lo sviluppo tecnologico. Il supremo organismo ha deliberato un provvedimento di “rimozione selettiva” dei contenuti che violano il diritto d’autore e di controllo sulle consultazioni dei siti. Confessate i vostri peccati, eretici titolari di blog, la (vostra) fine è vicina.

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