Il gatto bianco e rosso che guarda dalla finestra è il primo motivo che spinge verso questo libro.

Ricorda un po’ la protagonista, Gioia, il cui principale contatto con il mondo reale avviene proprio attraverso la finestra della stanza in cui consuma la maggior parte della sua vita.
Da qui osserva quel che succede per strada, le auto che passano o si fermano e parcheggiano, i primi passi malcerti sulle tegole dei tetti di gabbiani appena nati.
Gioia è disabile ed è, suo malgrado, una celebre campionessa di scacchi. E’ lei l’esperimento che dà il titolo al libro. Suo padre, uno psicologo attratto dalle teorie di un collega ungherese, vuole provare che le doti di uno scacchista non sono innate, bensì acquisite.
E che non esiste il genio, ma solo il duro lavoro, la disciplina, l’allenamento per la buona riuscita di un’impresa.
Per provare le sue teorie, costringe le sue tre figlie a sedute estenuanti di scacchi e tutte e tre accrescono il proprio talento a ritmi vertiginosi, anche se la più piccola, Gioia, è la migliore.
All’inizio dell’adolescenza, però, le sorelle di Gioia, attirate dalla vita reale e spinte dal cambiamento ormonale, non sottostanno più alla stramba volontà paterna, mentre la protagonista, costretta dalla sua disabilità, prosegue nella sua vita fatta solo di allenamenti, tornei e partite a scacchi al computer, fino al compimento dei 26 anni, periodo in cui si svolge la vicenda narrata.
E’ una vita che non le dispiace e che sceglie di portare avanti anche una volta che il padre è morto e che a seguirla rimane solo un amico di lui, un ex psicologo, ex scacchista, ex figlio dei fiori, l’unico contatto umano e sessuale che Gioia intrattiene nel mondo.
Ma a un passo dal torneo più importante della sua vita, quello che le potrà far guadagnare il titolo di Grandmaster, per Gioia cominciano le prime visioni, come ci annuncia il folgorante inizio del romanzo: “ La prima volta che ho avuto le visioni è stato al torneo di Biarritz. Ero alla nona partita, ma non ero stanca, o almeno non così fusa da scivolare fuori dal mondo reale”. “Per uno scacchista di professione non è strano avere le visioni… Regine stuprate da squadracce di pedoni, scooter che scansano una portiera con la mossa del cavallo…”.
Alle vicende di Gioia, che conoscerà l’amore, ma ne avrà troppa paura, si sovrappongono quelle dei personaggi del suo mondo immaginario, un re malato e una regina disperata che sfoga le sue frustrazioni nel sesso estremo.
Un intreccio tra reale e immaginato che a un certo punto si confonde, trascolora, si sovrappone, lasciando aperta più di una porta, più di un finale possibile.

Mauro Covacich è nato nel 1965 a Trieste, città in cui è ambientato anche questo romanzo. Laureato in filosofia e insegnante di liceo, esordisce come scrittore nel 1983 con Storie di pazzi e di normali. Nel 2000 abbandona l’insegnamento per dedicarsi completamente alla scrittura. Tra i suoi lavori più significativi, A perdifiato, Fiona, Prima di sparire e A nome tuo, tutti pubblicati da Einaudi.

L’esperimento
Mauro Covacich
Einaudi 2013, pp. 161, 18,50 euro

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